Cantalice – Aveva appiccato incendi e distrutto intere parti bosco, 50enne ai domiciliari. A comunicarlo i carabinieri di Rieti in una nota.
“Si comunica – si legge nella nota dell’Arma -, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti dell’indagato (che, in considerazione dell’attuale fase di indagini preliminari, è da presumersi innocente fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti la colpevolezza) che, l’attività investigativa posta in essere da un pool di carabinieri forestali esperti nel contrasto agli incendi boschivi, dopo mesi di accurate indagini sotto il coordinamento della procura di Rieti, ha condotto all’identificazione del presunto piromane che la scorsa estate, alle pendici del Monte Terminillo, utilizzando verosimilmente inneschi rudimentali, ha volontariamente appiccato cinque focolai con suscettività ad espandersi, generando altrettanti incendi boschivi”.
Gli eventi avrebbero interessato superfici di vaste dimensioni, tali da necessitare l’intervento di vigili del fuoco e carabinieri forestali, e hanno provocato la distruzione di intere porzioni di bosco, con prevalenza di essenze di castagno, mettendo a repentaglio la sicurezza delle abitazioni limitrofe.
“Grazie a innovative tecniche di repertazione e analisi tecnico-scientifica in uso al personale qualificato dell’Arma forestale – si legge ancora nella nota -, a supporto delle più classiche metodologie di indagine, è stato individuato in un cinquantenne del luogo, gravato da numerosi precedenti penali, il possibile autore della folle azione incendiaria”.
Nel corso della perquisizione delegata, nella quale ha concorso anche l’unita cinofila multitasking dei carabinieri forestali di Assergi (AQ), deputata anche alla ricerca di armi ed esplosivi, oltre che di esche avvelenate utilizzate dai bracconieri, sono state rinvenute munizioni per carabina illegalmente detenute.
L’uomo, si trova attualmente agli arresti domiciliari su disposizione del giudice per le indagini preliminari. Nel procedimento penale instauratosi nei suoi confronti, la sussistenza della responsabilità penale sarà accertata dal giudice.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY