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Montalto di Castro - L'appello di Stefano Sebastiani (Orizzonte) alla Sogin

“Dobbiamo essere esclusi dai siti ritenuti idonei per il deposito delle scorie”

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Scorie nucleari

Scorie nucleari

Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Una seria minaccia ecologica ed economica aleggia sul territorio del comune di Montalto di Castro: il nucleare. Nonostante due referendum, l‘ultimo nel 2011, in cui gli italiani hanno detto un no deciso all’energia nucleare, l’Europa la vorrebbe  includere tra le energie verdi ed ecosostenibili.

È bene ricordare che il comune di Montalto di Castro è tra i siti “fortunati” scelti dalla Sogin come possibile sede per un eventuale deposito per le scorie radioattive di breve e lunga decadenza. Almeno 300 anni per le scorie radioattive a breve decadenza (in realtà 400) e migliaia di anni per quelle a lunga. Le prescrizioni internazionali vietano di mettere nella stessa sede scorie a breve decadenza e scorie a lunga le quali richiedono un impianto di trattamento perché particolarmente pericolose. In Francia ad esempio puntano a “tombare” le scorie a lunga decadenza a 500 metri di profondità in un sito geologico. Perché in Italia non si fa ?

Se ciò non bastasse, l’Enel Infatti ha presentato un progetto alla fine del 2019, già autorizzato dal Governo, per rimettere in funzione la centrale di Montalto di Castro, sostituendo 4 delle 8 unità di produzione a gas attualmente esistenti nel sito per produrre energia elettrica. Si tratta secondo il progetto di quattro 4 unità di produzione a gas di nuova generazione da 150 megawatt, per un totale di 600 MW.

Gli effetti immediati sul territorio sarebbero per ogni ora di accensione per ogni unità di produzione a gas da 150 MW l’emissione di fumi (previsione del progetto) per  1.300.000 NM3/ora, con 85 tonnellate di CO2, 40 kg di ossidi di azoto e 40 kg di monossido di carbonio. Ovviamente se dovessero entrare in funzione tutte e quattro le unità produttive questi quantitativi andrebbero moltiplicati di conseguenza. 

Non sono evidenziate nel progetto, che è su Internet, e neppure sono previste nella concessione del Governo, che è in Gazzetta Ufficiale, misure tecniche per l’abbattimento massimo possibile delle emissioni a tutela delle persone e dell’ambiente.

L’amministrazione comunale non lo ha preteso prima di ogni altra decisione e non ha posto condizioni a tutela della salute dei cittadini ma ha chiesto solo soldi per le difficoltà di bilancio e delle ricariche elettriche. In pratica le medicine dovremo comprarcele da soli.

Quindi nel territorio del comune di Montalto di Castro verrebbero costruiti a distanza di pochi chilometri due ecomostri che andrebbero ad incidere negativamente oltre che sulla salute delle persone anche sull’economia del paese, costituita principalmente da agricoltura e turismo che verrebbero compromessi.

Come Orizzonte riteniamo che Sogin tanto più ora che è a conoscenza del progetto di rilancio della centrale Enel deve decidere di escludere i siti di Montalto di Castro da quelli ritenuti idonei per il deposito delle scorie radioattive per incompatibilità con il territorio.

Stefano Sebastiani
Segretario regionale Orizzonte
Circolo Lazio


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4 gennaio, 2022

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