Città del Vaticano – Papa Francesco
Roma – “Dolore per i migranti che muoiono in mare, qualcuno sostiene di farlo in nome di Dio”. A dirlo è Papa Francesco nell’omelia della messa per la terza giornata della parola.
“Quanto dolore nel vedere fratelli e sorelle morti in mare – ha detto il pontefice – perché non li lasciano sbarcare, e qualcuno lo fa ‘nel nome di Dio”.
“Gesù, all’inizio della sua missione, annuncia una scelta precisa – ha spiegato Papa Francesco -: è venuto per la liberazione dei poveri e degli oppressi. Così, proprio attraverso le Scritture, ci svela il volto di Dio come di colui che si prende cura della nostra povertà ed ha a cuore il nostro destino”.
“Il culto più gradito a Dio è prendersi cura del prossimo. Dobbiamo tornare su questo, in un momento in cui nella chiesa ci sono tentazioni di rigidità – ha concluso Bergoglio -. Un’aberrazione. Si crede che per trovare Dio si debba diventare sempre più rigidi, con più norme. Non è così. Quando noi vedremo proposte rigide, pensiamo subito: questo è un idolo, non è Dio. Il nostro Dio non è cosi”.
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