Canepina – La collegiata di Santa Maria Assunta
Canepina – Riceviamo e pubblichiamo – 505 anni dalla consacrazione della collegiata di Santa Maria Assunta di Canepina. Questa meravigliosa chiesa, costruita molto probabilmente nell’ottavo secolo ma restaurata solo nel 1492 da Antonio da San Gallo il Giovane, per volere dei canepinesi dopo il miracolo avvenuto a don Simone Foglietta, prendendo spunto da un’altra basilica alla quale il popolo canepinese tiene tantissimo: quella della Madonna della Quercia a Viterbo.
Fu restaurata e completata nella sua magnifica struttura in pochi anni e l’8 ottobre 1517 (505 anni fa) il vescovo di Orte e Civita Castellana, Santino Franceschini, la consacrò con grande solennità. Nei secoli seguenti ed in particolare nel 1740 fu restaurato il campanile, nel 1847 si intrapresero dei grandi lavori di restauro della facciata che minacciava rovina.
All’interno della chiesa erano presenti diversi altari che con il passare dei secoli furono dedicati ad altri santi e addirittura, successivamente, demoliti. Ma solo nella metà del ‘900 questa chiesa è stata oggetto di notevoli interventi di restauro e di rilevanti trasformazioni, dovute all’interessamento dei parroci e della Sovrintendenza.
Canepina – La collegiata di Santa Maria Assunta
Il campanile è stato riportato al modello antico, all’interno demoliti i vari altari che erano rimasti conservando integralmente quello della Madonna Immacolata e adeguando l’altare maggiore alle norme liturgiche, sono state lasciate solamente due cappelle. I vari stucchi e le sovrastrutture sono state tutte eliminate per rimettere in risalto lo stile originario della chiesa.
In questa chiesa, fin dai tempi antichi, si sono celebrati i più importanti riti religiosi.
Quel portale meraviglioso ha visto uscire tantissime processioni, in primis per il popolo canepinese quella di Santa Corona martire; ha visto entrare persone che poi sarebbero diventati sacerdoti, frati, suore e sposi cristiani tutti in missione.
Canepina – La collegiata di Santa Maria Assunta
Ha visto tanti fedeli, tanti turisti, tanti bambini entrare per le sue porte; ha visto arrivare e andarsene tanti parroci e tanti ne vedrà perché lei resterà ancora là, incastonata nel centro storico di Canepina, con il suo campanile che allieta perfino i momenti brutti (come nel periodo del lockdown del 2020) con il suono delle sue campane e con il colore rosaceo che prende la facciata all’imbrunire di ogni giornata.
Pietro Minella
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