- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

L’implosione della indecente giunta Arena fatta dei soliti inetti… e la schifezza della schifezza della schifezza della schifezza della “politica”

Condividi la notizia:


Viterbo - Crisi in Comune - Arena presenta la "nuova" giunta

Viterbo – Crisi in Comune – Arena presenta la “nuova” giunta

Viterbo – L’annus horribilis 2 è finito. L’anno della vaccinazione di massa, di Draghi, dell’Europa che diventa più misericordiosa e umana, dell’addio della più grande statista del continente la Merkel e della cacciata di Trump.

Ma non basta, nel nostro piccolo l’amministrazione Arena è implosa. Interessante la dichiarazione di ieri di Arena: “Facevano finta di starmi vicino ma tramavano per farmi cadere alla prima occasione…”. Al sindaco ci sono voluti più di cinque mesi e qualche schiaffo in piena faccia per capire quello che tentammo di spiegargli con la nostra petizione di sfiducia. Una azione politica che aveva il pregio di essere chiara, frontale e non meschina. E a dirla tutta, nello stesso interesse di Arena.

La città allo sbando, subito alle urne per eleggere una nuova amministrazione questo era il titolo dell’articolo con cui aprimmo a giugno la petizione non contro Arena, ma per mandare a casa la sua giunta di incapaci che in questi anni hanno fatto danni a palate alla città.

Un politico vero, e in giro se ne vedono veramente pochi, deve avere capacità di analisi, facilità progettuale e sintetica, potere di aggregare consensi e tutta la forza per realizzare ciò che è stato elaborato. Insomma pensiero, consenso, creatività. E creatività significa proprio capacità di realizzare ciò che si è inventato. Ebbene il nostro sindaco ci ha messo cinque mesi per capire ciò che gli avevamo scritto alla fine della petizione che aveva raccolto in meno di venti giorni più di 5mila firme. Diciamo una azione politicamente debole e miope. Gli spiegammo pure che il rischio era quello di andare a finire proprio come è andata a finire. Ma niente, Arena ha preferito essere pugnalato alle spalle dalla sua maggioranza e non ha avuto il coraggio di ridare la parola alla città. Sarebbe andato così alle elezioni da padrone del campo e non da sconfitto, come accade oggi. 

Ora la parola è stata ridata alla città, ai cittadini, ma va detto nel modo politicamente più schifoso: una vendetta interna al centrodestra. Come dire che nel centrodestra non c’era nessun progetto, nessuna idea della città, nessun interesse per i cittadini viterbesi, per le loro esigenze in tempo di pandemia.

Se ci fosse stato qualche interesse non si sarebbe aspettato cinque mesi.

E dire che bastava guardare maggioranza e giunta per capire i danni che potevano essere fatti. Nessun politico di livello. Assessori a cui, per la gran parte, nessun cittadino sano di mente affiderebbe la gestione del proprio canile.

Una crisi quella innescata da pezzi del centrodestra ancora per il solo e solissimo interesse di parte. Di piccolissime parti. Una schifezza. 

Con la conseguente piazzale Loreto da quattro soldi.

Noi non amiamo piazzali Loreto e entrate in guerra contro la Francia in ginocchio. E per questo non vogliamo infierire su Arena, sconfitto. Ci mancherebbe, non è stata mai la nostra intenzione.

Anzi ridiciamo: da Arena compreremmo un’auto usata e gli affideremmo un nipotino per un pomeriggio. Non una amministrazione.

Come dire: va dato l’onore delle armi. Capisco: siamo dei romantici, inguaribili.

Certamente siamo più che soddisfatti, per il bene della città, che sia implosa la giunta Arena. E ci piace ricordare gli incredibili protagonisti di questa sventura politica:  

Micci Elpidio
Delega Pubblica Istruzione – Trasporto Scolastico – Servizi Cimiteriali – Decentramento – Ambiente

Sberna Antonella
Delega Servizi Sociali – Politiche Giovanili e per la Famiglia – Consulta del Volontariato e Politiche per la Disabilità – Rapporti con l’Università e con U.E.

Ubertini Claudio
Delega Urbanistica – Edilizia Pubblica e Privata – Polizia Locale – Termalismo

Vice sindaco Allegrini Laura
Delega Lavori Pubblici – Politiche Energetiche – Pubblica Illuminazione – Viabilità Urbana – Impiantistica Sportiva – Patrimonio

Salcini Ludovica
Delega Agricoltura – Affari Generali e Amministrativi – Servizi Informatici – Finanziamenti Comunitari – Politiche per l’Innovazione Tecnologica – Verde Pubblico – Mobilità Urbana e Sostenibile

Barbieri Paolo
Delega Tributi – Contenzioso – Servizi Demografici – COL

Mancini Alessia
Delega Sviluppo Economico – Attività Produttive – Film Commission – Centro Storico

De Carolis Marco
Delega Cultura – Turismo e Spettacolo – Marketing Territoriale – Sport – Consorzio biblioteche – Museo Civico – Rapporti con l’Autorità Portuale- Personale (con l’esclusione dei Dirigenti di competenza del Sindaco)

Alessandrini Alessandro
Delega Bilancio – Programmazione – Società Partecipate.

Ricordatevi questi nomi. Li abbiamo ripresi dal sito del comune senza neppure tradurre tutto in italiano corretto. Gli altri assessori persi per strada andateveli a cercare, se ritenete che valga la pena. In ogni caso non perdete molto.

Ma voi tra questa gente vedete qualche politico di un qualche livello? C’è qualcuno miracolato che ha avuto qualche esperienza da cui sembra non aver tratto grandi doti politiche e amministrative. C’è qualcuno che si è un po’ difeso tentando di applicare idee che non ha. Qualcuno che, diciamo, ha raggiunto la sufficienza con l’aiutino. Insomma un po’ meno indecente. Ma niente di più. I gruppi dirigenti dei vari partiti non sono migliori. Poi ci sono i casi patologici, per questo scrivemmo dell’amministrazione che ha fatto harakiri: “Un gruppo di amministratori in gran parte fatto di incapaci. Preoccupati del loro orticello e non della città. Qualcuno che poteva dare una mano è stato messo ai margini. Meglio seguire la logica moglie/marito, che affidare le leve della guida della città a qualcuno che sa come fare”. E al sindaco dicevamo all’epoca: “Faccia allora un atto di verità e saggezza. Ridia la parola ai viterbesi e mandi a casa questa ciurmaglia di inetti che non l’ha neppure difesa”.

Tra i tanti politicamente inetti fanno spicco Marco De Carolis che nulla appare sapere di politica, di amministrazione, di politica culturale e tanto meno di cultura. Che ha ucciso la cultura a Viterbo. Un ex assessore, ex per fortuna, che sta alla cultura e, udite udite, al marketing territoriale, come una talpa sta al gioco degli scacchi. La talpa però, qualche mossa potrebbe pure azzeccarla. Magari per caso. L’ex assessore neppure questo.

C’è poi Alessia Mancini che ha ridotto la città economicamente a brandelli e il centro storico a quella pattumiera che diventato. Una pattumiera fatta di trascuratezza e insipienza. Un centro storico tenuto insieme solo dall’eroismo di alcuni imprenditori che operano bene nonostante la politica.

Insomma non votate la prossima volta chi tiene famiglia, gli incompetenti, i “politici” miracolati. La moglie o il marito di quello o di quella, il compagno e la compagna dell’altro, il genero di chicchessia. La segretaria di quell’altro.

Volontariamente o involontariamente è accaduto tutto questo: una gestione familistica e parentale. Tipicamente italiana.

Ora questa amministrazione di inetti politici è stata, in modo vigliacco per chi faceva parte della maggioranza, mandata a casa. Fatto positivo comunque  seppur scaturito da una schifezza politica. Degna di questa classe dirigente di inetti. E dire che bastava dire: “Abbiamo fatto troppi danni riandiamo al voto”, magari con un dibattito in consiglio. E non:”Tu hai fatto un accordo col Pd e questa è la nostra vendetta: ti mandiamo a casa”. Manco i bambini… Parafrasando Eduardo, questa è stata una pagina di vita che è stata “la schifezza della schifezza della schifezza della schifezza della “politica””.



Come si può vedere non esistono grandi alternative nel panorama politico. Non c’è nessuno che abbia una idea di città per i prossimi cinque anni. Ma neppure che mostri la capacità minima di aggiustare e pulire le strade, tagliare l’erba, rendere il traffico vivibile, recuperare il centro storico… Si spera spunti qualcosa di nuovo, quindi. Qualche nuova speranza politica.

Non è elegante dire “l’avevamo detto”. Ma caro sindaco te l’avevamo detto. È finita come avevamo detto. Con un pizzico, imprevedibile, in più di schifezza politica. Ma non siamo veggenti. Non potevamo immaginare tanta immondizia nella sua maggioranza.

Due parole su Tusciaweb, per la fine di questo difficile anno, vanno dette. Nel secondo annus horribilis. Abbiamo rilanciato su tutto il fronte. Abbiamo ampliato la struttura del giornale con un nazionale essenziale, ma molto comodo per i nostri centomila lettori. Abbiamo dato vita a una piccola ma interessante casa editrice che ha nella bellezza il suo focus. Abbiamo dato vita a un grande festival I pirati della bellezza che sta avendo un poderoso successo con sale sempre piene. Anche quando si trattano argomenti non semplicissimi: economia, Merkel, disagio sociale. Con file per entrare e tanta gente che non può entrare perché la sala è piena. Un festival della parola e del pensiero senza nessun onere per le amministrazioni pubbliche, va detto. Tutto finanziato solo da aziende e privati che fanno della cultura un ulteriore servizio da dare ai cittadini. Una dato che va sottolineato.

Non basta. Una volta partito il festival ha visto molte aziende che ci hanno chiesto di fare da sponsor. In molti casi abbiamo dovuto rifiutare, visto che gran parte dei materiali erano già stampati e diffusi. Se avremo la forza fisica di proseguire, diciamo a queste aziende che le aspettiamo per l’edizione estiva. Intanto grazie.

Un segno che c’è una esigenza di un festival della parola e del pensiero. Esigenza decretata dal successo assoluto di pubblico e di sponsor. Consenso ed economia, insomma, che non possono non essere i cardini di una iniziativa di questo tipo. Libera e autonoma.

Un ultimo grazie e un augurio di buon anno a tutti lettori di Tusciaweb che sono uno dei caratteri essenziali del nostro giornale. Senza tanti intelligenti e attenti lettori non saremmo quello che siamo. E mancherebbe fisicamente una parte non secondaria del giornale. Grazie e l’augurio di un 2022 che ci possa far realizzare tanti altri progetti. 

Noi ne abbiamo molti da realizzare, ma lo faremo nel nostro stile con la forza economica che riusciamo a suscitare.

Carlo Galeotti 


Per comodità dei lettori riportiamo l’articolo di Tusciaweb del 21 giugno 2021 che chiuse la petizione con 5.455 firme per mandare a casa l’amministrazione Arena, fatta di inetti.

Nessuno tocchi Arena! Il sindaco lo difendiamo noi, visto che nessuno lo difende…

di Carlo Galeotti

ViterboDa Arena comprerei un’auto usata e gli affiderei un nipotino per un pomeriggio. Al contrario di quello che qualche asino e piccolo truffatore mediatico ha capito. Ma un asino umano non capisce per definizione. Gli asini veri invece sono una cosa seria. Sono intelligenti e bellissimi, da curare con tutto l’affetto di cui hanno bisogno.


Giovanni Arena

Giovanni Arena


Dicevamo, al di là di quel che possa pensare qualche sparuto truffatore e fuorilegge mediatico, la nostra petizione non era ad personam. Non riguardava Arena persona, ma tutta una amministrazione da lui guidata. Una classe dirigente che la città, per come è ridotta, e i cittadini dicono non adeguata e incapace.

E sottolineo: da Arena comprerei un’auto usata e gli affiderei un nipotino per un pomeriggio.

Tutto è tanto vero che così abbiamo definito lo scopo della petizione: “La città allo sbando – Subito alle urne per eleggere una nuova amministrazione a Viterbo”. E non: “Cacciamo Arena”. Noi ci occupiamo di politica, da sempre. Facciamo ragionamenti. E non ci dedichiamo a diffamazioni gratuite ad alzo zero, come certi asini. 


– Clicca per vedere la petizione: La città allo sbando – Subito alle urne per eleggere una nuova amministrazione a Viterbo


Tusciaweb, nella migliore tradizione giornalistica italiana e anglosassone, ha posto con forza una questione politica. Sì. Lo ha fatto con tutta la forza mediatica di cui è capace un giornale on line come il nostro, leader nel centro Italia. Ma tutta la forza di un giornale da 100mila lettori al giorno non sarebbe bastata, se avessimo posto una questione priva di senso. Se la petizione di Tusciaweb avesse chiesto una cosa che non era nell’aria, non avremmo mai superato le 5400 firme. Un politico di lungo corso quando ha visto la petizione mi ha detto: “Arrivare a 2mila sarebbe un successone per voi”. Io direi: per la città. Siamo arrivati a oltre 5400. Chi si riempie la bocca di fesserie a ogni piè sospinto, provi a fare la stessa cosa.

Purtroppo per gli scemi del villaggio che sparano corbellerie, tanto non li ascolta nessuno, chi scrive ha il difetto di venire, lo dico per la prima volta, dalla scuola di un gigante come Vittorio Somenzi che ci ha introdotto al pensiero di Bridgman, premio Nobel per la fisica nel 1946 e fondatore dell’operazionismo. La lettura del libro La logica della fisica moderna di Percy W. Bridgman, che Somenzi indicò, fu una rivelazione. Ci insegnò a ragionare. A pensare. A ragionare. Verbo sconosciuto per certi asini. Non mi dilungo ma, Somenzi ci fece conoscere, intendo di persona, Silvio Ceccato e Giuseppe Vaccarino. Insomma i padri, con lo stesso Somenzi, dell’operazionismo italiano ben diverso dall’originale. Insomma chi scrive fa solo ragionamenti politici, analisi politiche, prefigura fatti politici. 

E confermo: da Arena comprerei un’auto usata e gli affiderei un nipotino per un pomeriggio.

La realtà è che la città è veramente allo sbando e i cittadini non ne possono più. C’è chi si è posto e ha posto la domanda, in privato e pubblicamente: chi c’è dietro Tusciaweb e il suo direttore? Ovviamente l’asino politico/mediatico di turno vede il mondo con gli occhiali che si può permettere. Che gli sono naturali. Se è un falso giornalista pagato di nascosto da qualche politicante sfigato, come talvolta succede in alcune parti del mondo, pensa che dietro ogni mossa ci sia un contraccambio e non vede che dietro Tusciaweb c’è una città. Lo stato di una città. Il malumore di una città. Il dolore di  cittadini costretti a vivere una città, sporca, abbandonata, insicura, pericolosa, con i monumenti deteriorati per la cecità dei suoi amministratori. Certo la responsabilità non può cadere tutta sull’amministrazione Arena. L’amministrazione Michelini/Fioroni era pessima, ne chiedemmo le dimissioni anche in quel caso. Ma ora l’impressione è che, dopo aver toccato il fondo, si sia iniziato a scavare. Con una politica scadente, familistica, fatta di mariti e mogli, di politici che manovrano falsi e/o pseudo giornali, di politici che si spacciano per giornalisti, priva di qualsiasi autorevolezza e capacità. Una politica ispirata alla filosofia: meglio un amministratore incapace, ma ubbidiente e mansueto, che capace. Che questa amministrazione sia incapace, sindaco Arena, lo si vede dai risultati.

E insisto: da Arena comprerei un’auto usata e gli affiderei un nipotino per un pomeriggio.

Diceva un cocciuto e caparbio intellettuale palestinese: “Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dagli spini o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi. Un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li riconoscerete” (Matteo 7, 15 – 20). Sì, dai frutti si giudica un albero e una amministrazione. E, come dice il maestro di Galilea, ogni albero che dà frutti cattivi va tagliato. Direi anche: “Guardatevi dai falsi amministratori e dai falsi giornalisti…”. In questa marca sperduta dell’impero non ci facciamo mancare nulla.

Signor sindaco la sua giunta non ha dato frutti buoni. Nessuno che sia intervenuto nel dibattito provocato dalla petizione di Tusciaweb ha avuto il coraggio di dire il contrario. Nessuno ha detto: “Tutto falso, abbiamo fatto un ottimo lavoro”. E va sottolineato che per far parlare qualcuno minimamente a suo favore, sindaco, siamo stati costretti ad andare a cercarlo. Non lo abbiamo trovato. Tutti concordano che le cose non vanno.

E ribadisco: da Arena comprerei un’auto usata e gli affiderei un nipotino per un pomeriggio.

Ieri si è scatenato anche l’assessore alla Cultura De Carolis che ha sentenziato: “Queste situazioni non sono più tollerabili”. Ha capito sindaco Arena? Queste situazioni non sono più tollerabili! E non lo dicono quei cattivoni di Tusciaweb, ma un suo assessore di fiducia, visto che lo tiene ancora in giunta.

Vede sindaco, la politica è una cosa seria, e va detto che lei è stato lasciato solo a prendersi tutte le “legnate”, non di Tusciaweb, ma della città. Dei cittadini che non ne possono più. Dei suoi assessori e consiglieri di maggioranza. I giornali possono poco, se i lettori la pensano diversamente. Se il mondo pensa diversamente. Possono poco anche giornali con oltre centomila lettori come il nostro.
E lei è stato fortunato, ché in questa città le opposizioni sono opposizioni da operetta. Altrimenti lo avrebbero messo politicamente in croce. Ma non son capaci.

Faccia, una volta tanto, un ragionamento politico, sindaco. Lei è circondato da un gruppo di amministratori in gran parte fatto di incapaci. Preoccupati del loro orticello e non della città. Qualcuno che poteva dare una mano è stato messo ai margini. Meglio seguire la logica moglie/marito, che affidare le leve della guida della città a qualcuno che sa come fare. Lei è circondato da una città allo stremo, diroccata e distrutta. Ne sono un paradigma le nostre fontane che stiamo perdendo. Lo dicono i leoni del grande Pio Fedi che si stanno sfarinando. Lo dice un quartiere storico come San Faustino, dove la gente ha paura a uscire la sera, o come il Pilastro e Santa Barbara. Per non parlare di San Pellegrino. Lei sindaco è circondato e isolato. Si fidi, si informi… come diceva il grande Totò.

Faccia allora un atto di verità e saggezza. Ridia la parola ai viterbesi e mandi a casa questa ciurmaglia di inetti che non l’ha neppure difesa. Forse la rieleggeranno. Buona fortuna.

Meglio passare alla storia come Celestino V che continuare a far danni. Chi ha orecchie, non da asino, per intendere, intenda.

E rimarco: da Arena comprerei un’auto usata e gli affiderei un nipotino per un pomeriggio.

Carlo Galeotti


Condividi la notizia: