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Seconda guerra mondiale - Precipitato nel novembre 1943 - Il team di ricercatori composto da Michele Mari, Dario Colantoni, Andrea Rodolico e dall’associazione Air Crash Po, è riuscito a ritrovare i resti del velivolo, ad identificare l’equipaggio e risalire alla loro missione - FOTO

Monte Amiata, da una piastrina dell’equipaggio ricostruita la storia del bombardiere tedesco Ju-88

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Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54

Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54


Grosseto – Monte Amiata, da una piastrina di uno dei quattro membri dell’equipaggio ricostruita la storia del bombardiere tedesco Ju-88 precipitato nel novembre 1943.

Il team di ricercatori, composto dai montefiasconesi Michele Mari e Andrea Rodolico insieme a Dario Colantoni di Abbadia San Salvatore e all’associazione Air Crash Po nelle persone di Luca Merli ed Agostino Alberti, è riuscito a ritrovare i resti del velivolo precipitato alle pendici del Monte Amiata nel comune di Seggiano in provincia di Grosseto e a ricostruire un tassello della seconda guerra mondiale.


Seconda guerra mondiale - Un bombardiere Ju-88

Seconda guerra mondiale – Un bombardiere Ju-88


Dopo le ricerche effettuate da Dario Colantoni nei comuni limitrofi al Monte Amiata sono state trovate informazioni di un aereo tedesco che precipitò durante la seconda guerra mondiale.

Grazie ad alcune testimonianze d’epoca è stato ritrovato l’esatto luogo dove il velivolo si schiantò nel comune di Seggiano.

Da qui il team di ricerca è riuscito a ritrovare i resti del velivolo.

Sono stati rinvenuti parti in alluminio, in plexiglass dei vetri blindati dell’aereo e targhette dei motori e delle strumentazioni di bordo.


Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54

Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54


Grazie a queste parti si è potuto con certezza risalire al modello di velivolo: un bombardiere bimotore tedesco Junkers 88 A-4. L’opera di identificazione dei resti dell’aereo è stata effettuata dall’associazione Air Crash Po nelle persone di Luca Gabriele Merli ed Agostino Alberti.

Lo Junkers 88 era un bombardiere multiruolo bimotore che venne impiegato dalla Luftwaffe in tutti i teatri di guerra e per tutto il corso del secondo conflitto mondiale.


Seconda guerra mondiale - Un bombardiere Ju-88

Seconda guerra mondiale – Un bombardiere Ju-88


Ma per poter dare un nome agli aviatori del velivolo e ricostruire le loro sorti serviva qualcosa in più.

Durante le ricerche è stata rinvenuta una piastrina di uno dei membri dell’equipaggio. Dario Colantoni ha contattato l’archivio federale tedesco per poter avere ulteriori informazioni.

Poco dopo è stato comunicato il nome dell’aviatore.


Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54

Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54


Da qui, con il nome di uno dei membri dell’equipaggio, grazie ad Air Crash Po, si è potuto identificare l’aereo e dare un nome agli altri tre membri dell’equipaggio.

Le parti del velivolo ritrovato appartenevano allo Ju-88 A-4 con werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54 “Totenkopf” con codici B3+NN.

L’aereo si schiantò alle pendici del Monte Amiata nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1943 dopo una missione di bombardamento contro il porto di Napoli.

A bordo c’erano l’uffz. Georg Schaefer (pilota), l’uffz. Fritz Klawitter (osservatore), l’uffz. Karl Schmidt (operatore radio) e l’Ob.Gfr. Anton Mathia (mitragliere).

Tutto l’equipaggio rimase ucciso nello schianto al suolo.


La piastrina tedesca rinvenuta

La piastrina tedesca rinvenuta


Il velivolo decollato dall’aeroporto di Bergamo non fece mai ritorno alla base probabilmente a causa di un errore di navigazione dopo l’azione di bombardamento.

In quel periodo il territorio di Napoli costituiva la retroguardia della linea del fronte, la Bernhardt Stellung. Questa linea difensiva consisteva in una serie di salienti (Monte Camino, Monte Lungo, Monte Corno, Monte Santa Croce e altri) a partire dalla zona Minturno fino all’aerea di Venafro e Cardito. Lo scopo era solo quello di rallentare il più possibile gli alleati prima arrivare alla linea Gustav.


Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54

Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54


Grazie ad Agostino Alberti si sono trovate ulteriori informazioni sulla missione.

In quella notte tra le 00,45 e le 01,05, decollarono dagli aeroporti di Villafranca, Cameri, Bergamo, Villaorba ed Aviano 60 Junkers Ju 88A-4 appartenenti al II./KG30, al I./KG54, al II./KG54, al I./KG76 ed al II./KG76.

Nove velivoli del I./KG76 si incaricarono dell’illuminazione dell’obiettivo mentre dodici del II./KG30 attaccarono le navi alla fonda.

Gli aerei rientrarono alle basi tra le 5,30 e le 6,15.

Dei sessanti bombardieri inviati, otto andarono perduti: cinque del KG30 e tre del KG54; tre degli aerei si fracassarono al suolo in fase di rientro, uno a Grosseto, uno presso Fano ed uno sulle pendici del Monte Amiata, nelle vicinanze di Abbadia San Salvatore.


Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54

Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54


Poi le ricerche sono proseguite per avere ulteriori informazioni sui membri dell’equipaggio. Michele Mari si è messo in contatto con la referente del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge Tina Montepaone.

Quest’ultima ha fornito ulteriori dettagli sui quattro aviatori.

Il pilota Georg Schaefer era nato il 28 aprile 1920 a Sprendlingen, deceduto il 10 novembre 1943 ad Abbadia San Salvatore. Dal cimitero di Grosseto venne poi traslato al cimitero militare germanico di Pomezia.

L’osservatore Fritz Klawitter era nato 23 giugno 1922 a Werderthau, morto il 13 novembre 1943, due giorni dopo lo schianto dell’aereo, nei pressi di Abbadia. Dal cimitero di Grosseto venne traslato al cimitero militare germanico di Pomezia.

L’operatore radio Karl Schmidt era nato il 29 giungo 1921 a Stockheim e deceduto il 10 novembre 1943 nei pressi di Abbadia. Anche lui venne traslato da Grosseto al cimitero militare germanico di Pomezia.

Infine il mitragliere Anton Mathia era nato il 19 dicembre 1921 ed è morto il 10 novembre 1943 a Grosseto. Da qui venne traslato al cimitero militare germanico di Pomezia.


Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54

Alcuni resti dello Ju-88 A-4 werk nummer 800969 del 5. Staffel, II. Gruppe, Kampfgeschwader 54


Una storia, quella dello Ju-88 precipitato nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1943 sulle pendici del Monte Amiata, ricostruita nel dettaglio a distanza di 79 anni e che ha portato ad identificare i quattro giovani aviatori tedeschi che persero la vita durante il rientro da una missione di bombardamento contro l’aeroporto di Napoli.


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16 gennaio, 2022

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