Viterbo – “Per produrre un litro di latte un allevatore spende 45 centesimi, ma gliele vengono riconosciuti solo 41. Un litro di latte viene però venduto a prezzi che vanno da un euro a un euro e ottanta centesimi. Se in più ci si mette pure il caro energia, capite che questa cosa non è più tollerabile”. Mauro Pacifici è il presidente di Coldiretti Viterbo, l’organizzazione di categoria degli imprenditori agricoli. Lui stesso è un allevatore, quarta generazione. Pecore, galline e vacche da carne.
Viterbo – Allevatori in piazza del comune
L’altro giorno la manifestazione degli allevatori. Nella città dei Papi. Prima in piazza del comune, con quattro trattori e una delegazione di Coldiretti, Cia e Confagricoltura al tavolo di palazzo del Governo con il prefetto Giovanni Bruno e il sottosegretario Francesco Battistoni. Poi al Sacrario, dove ad attendere gli allevatori c’erano altri 10 trattori. Il tutto, passando prima, con un piccolo corteo per via Ascenzi.
Il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici
I problemi più consistenti, tra gli altri che in questi anni hanno preso di petto l’agricoltura. Il prezzo del latte e il caro energia che per gli allevatori sono diventati una vera e propria croce. Un settore storico e profondamente radicato che però rischia di chiudere sotto il peso di costi eccessivi diventati ormai intollerabili. “Le stalle del Lazio – fa notare Pacifici – un tempo erano 2000. Dal 2016 ad oggi si sono ridotte a 800”.
La prima spada di Damocle è quella del prezzo del latte. “A noi allevatori – spiega Pacifici – produrre un litro di latte costa 45-46 centesimi. Però ce lo comprano a 41 centesimi al litro. E non abbiamo scelta: vendere o buttare il latte. Va detto anche che al consumo il latte poi costa da un euro a un euro e ottanta centesimi al litro”.
La seconda problematica è quella del caro energia. I costi dell’energia sarebbero infatti aumentati del 150% con un incremento del costo di produzione pari al 60. “Il costo dell’energia – sottolinea Pacifici – tocca l’elettricità, il gas, il gasolio. Tocca le famiglie, quindi i costi dei consumi che aumenteranno, e non solo in agricoltura, ma anche in molti altri settori. Perché aumenteranno pure trasporti e servizi, tanto per citare un paio di cose”.
Viterbo – Allevatori in piazza del comune
Le possibili vie di uscita potrebbero però essere la legge sulle pratiche sleali e lo sblocco di un fondo statale per affrontare l’aumento delle bollette. “Per quanto riguarda la prima – fa presente il presidente di Coldiretti -, una legge fortemente voluta dalla nostra organizzazione, siamo sul punto di renderla operativa. Un provvedimento che punta ad assicurare una giusta retribuzione e una ripartizione dei costi lungo tutta la filiera. Per poterla metterla in moto serviva uno studio Ismea che certificasse i costi di produzione delle materie prime, in tal caso del latte. adesso questo studio c’è e la legge può partire. Se invece si mettessero a disposizione dei fondi per il caro energia, questo aiuterebbe anche a produrre il latte a un costo di produzione inferiore a quello attuale”.
Viterbo – Allevatori in piazza
“Se crolla il settore degli allevamenti – aggiunge Pacifici -, crolla tutto l’indotto: mangimi, foraggi, trasporti. Non solo, ma verrebbe meno un’importantissima sentinella territoriale che ha alle sue spalle secoli e secoli di storia. Gli allevamenti sono la storia del nostro paese. Se non difendiamo l’agroalimentare e non puntiamo a una sovranità alimentare, una qualsiasi variazione di mercato può mettere in ginocchio interi settori. Gli allevamenti veicolano il turismo, tutelano dagli incendi e permettono di assaporare i territori. Ecco perché tutta la filiera deve saper fare sistema. Attorno a un tavolo, riavvicinando tutti i pezzi dal punto di vista di costi e prezzi e affrontando un percorso comune che permetta agli allevatori di superare almeno il costo di produzione di un litro di latte”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: La manifestazione degli allevatori – Video: Trattori in piazza del comune
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