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Viterbo - Regoli (Iuppiter): “E’ il progetto Il gioco è una cosa seria e interesserà anche la città di Cassino” - Questa mattina la conferenza stampa

“Una biblioteca vivente al Pilastro per aiutare le famiglie in difficoltà e far crescere il territorio”

di Daniele Camilli
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Viterbo - La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter - Salvatore Regoli

Viterbo – La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter – Salvatore Regoli

Viterbo - La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter

Viterbo – La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter

Viterbo - La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter

Viterbo – La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter

Viterbo - La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter

Viterbo – La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter

Viterbo - La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter

Viterbo – La conferenza stampa dell’associazione Iuppiter

Viterbo – “Una biblioteca vivente all’esterno delle scuole per approfondire la cultura di una comunità e aiutare bambini e famiglie in condizioni di fragilità. Per dar vita a un’università della famiglia”. E’ soltanto una delle iniziative del progetto “Il gioco è una cosa seria”, vincitore del bando “Non uno di meno” destinato all’educazione dei ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado e finanziato da Regione Lazio e impresa sociale Con i bambini.

Le biblioteche – ha detto il presidente dell’associazione Iuppiter, capo fila del progetto, Salvatore Regoli – verranno realizzate all’esterno delle scuole che aderiranno di Cassino e Viterbo. La prima della città dei Papi verrà costruita al Pilastro nella casa delle arti del comune di Viterbo. Entro la primavera faremo poi un evento con i bambini, occupando e giocando in tutte le piazze del centro storico”.

“Il gioco è una cosa seria”, i ragazzi al centro della città. Ad gestire il progetto, assieme a Iuppiter e con il patrocinio di Regione e comune di Viterbo, anche Ecomuseo Casilino, Exodus Cassino, associazione Mecenate 90 e gli istituti comprensivi Ellera, Fantappie, entrambi di Viterbo, e Fratelli Agosti di Bagnoregio.

Questa mattina, nella sala del consiglio comunale di palazzo dei Priori a Viterbo, la conferenza stampa. Assieme a Regoli e alla commissaria straordinaria di Viterbo, Antonella Scolamiero, c’erano anche Ledo Prato di Mecenate 90, e le dirigenti scolastiche Valeria Monacelli (Fantappie) e Claudia Prosperoni (Ellera). In collegamento la Ds Paola Adami (Agosti) e l’assessora alle politiche sociali della regione Lazio Alessandra Troncarelli che ha mandato un messaggio di saluti.

“Cambiare il mondo con le cose semplici”, ha detto anche don Antonio Mazzi in un suo messaggio video.

Le biblioteche viventi – ha poi fatto notare Prato – raccoglieranno la storia materiale e immateriale di una comunità, la storia orale di città come Viterbo e Cassino. In continuo dialogo con il territorio e mettendo in sinergia bambini, famiglie e artigiani del posto. Le case verranno infatti costruite all’esterno delle scuole con l’aiuto dei cittadini e avvalendoci dei falegnami del posto. L’obiettivo è infine quello di rappresentare anche un esempio per gli altri istituti scolastici affinché altre biblioteche possano essere costruite in città”.

“Un progetto molto ambizioso – ha aggiunto Troncarelli -, per un finanzniamento complessivo di un milione di euro. Per garantire a tutti il diritto allo studio e all’apprendimento”.

Le finalità del progetto. Formazione della comunità educante, giocare con territorio e memoria, giocare con il presente e il futuro, per un’università della famiglia.

Formazione della comunità educante. “Formazione, progettazione, promozione e sviluppo delle soft skills di tutti gli operatori della comunità educante – specifica la brochure informativa del progetto -. Approcci, metodi e strumenti per la promozione dell’educazione ecologica (educazione alla complessità della relazione uomo/ambiente) e lo sviluppo del pensiero sistemico, quali fondamenti della sostenibilità ambientale e sociale”.

Giocare con il territorio, la comunità e la memoria. “Attivazione di presidi in aree verdi al fine di portare la scuola fuori dalla scuola, per innovare tecniche educative e metodi didattici che stimolino la voglia di imparare mediante occasioni di gioco e svolgimento di attività pratiche”.

Giocare con il presente e con il futuro. Università della famiglia. “Costruire comunità investendo e scommettendo sui giovani, prendendoli sul serio, chiamandoli a fare la propria parte, offrendo loro adeguate opportunità, aiutandoli a diventare sempre più consapevoli e responsabili e a intraprendere degli stili di vita positivi”.

“Il progetto è un’ottima occasione per il comune e per i ragazzi – ha concluso infine Scolamiero -. Il fatto che il progetto interagisce con le scuole e con le famiglie è fondamentale per tutto quanto il territorio”.

Daniele Camilli


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14 febbraio, 2022

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