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Lettere - Viterbo - Riccardo Altissimi inerviene in merito alla guerra in Ucraina

“Chi ha ascoltato il discorso di Putin si sarà reso conto della gravità dei ragionamenti…”

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Viterbo – Chi ha ascoltato il discorso di Putin si sarà reso conto della gravità dei ragionamenti. Forse non tanto evidente nella manipolazione dei fatti riferiti, ma soprattutto lampante nella arbitraria e personale presunzione che tali fatti siano di per sé sufficienti a giustificare una guerra.


Vladimir Putin

Vladimir Putin


Infatti non si riferisce a minacce terroristiche da estirpare, ad armi chimiche o nucleari da sequestrare, non collega la sua azione ad un fine più elevato di sicurezza e protezione della vita, l’azione militare secondo lui è essenzialmente giustificata da fatti storici e culturali.

Rendiamoci conto della gravità di tali deduzioni, rimango atterrito di fronte a qualcuno che creda che tali ragioni siano sufficienti per togliere delle vite umane. Non stiamo parlando di qualcuno vissuto in aree poco civilizzate, culturalmente arretrate o dedite alla violenza. Ma parliamo del rappresentante di un paese che aspira ad essere culturalmente all’avanguardia, che aspira a sedersi con dignità e rispetto a fianco dei paesi più avanzati della terra.

Quanto sta succedendo ci riporta ad una realtà ben diversa. Il solo fatto che il leader di un paese possa credere che una guerra sia giustificata da tali motivazioni, ci fa arretrare, richiudere, ricredere.

Non solo Putin, ma l’intero suo entourage per settimane hanno recitato la parte di chi vuole la pace ma trama la guerra, mentendo ai propri corrispondenti in ogni sede e ad ogni livello. Essi hanno mentito al mondo.


Bombardamenti in Ucraina

Bombardamenti in Ucraina


Nessuna diplomazia potrà mai cambiare il passato, nessuna diplomazia poteva quindi scalfire le motivazioni che Putin ha pronunciato per giustificare la sua guerra. Quelle motivazioni non possono essere corrette in alcun modo perché appartengono al passato.

Un comportamento auto-referenziato che non tiene conto di nessun consiglio (quello degli altri paesi della Terra) e di nessun silenzio (quello dei suoi “alleati” che non hanno speso una parola in sua difesa).

Putin ha perso la sua credibilità, ha infangato la reputazione della Russia e della sua storia. Chi crederà in futuro ad una sola sua parola? La stessa Cina credo si stia domandando se può fidarsi di qualcuno che oggi si dichiara suo amico ma che ha alle spalle una storia di menzogne rivolte a coloro che chiamava “amici”.

Riccardo Altissimi


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28 febbraio, 2022

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