Roma – “I costi di produzione del latte saliti a 46 centesimi, aumentando in un anno del 7,4%”. A certificare la situazione economica è l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare.
Vacche da latte
L’indice Ismea dei prezzi nel 2021 ha registrato un aumento medio del 7,4% su base annua, con una crescita del 13% a dicembre, rispetto allo stesso mese del 2020.
“A incidere sugli oneri a carico degli allevamenti, oltre ai costi energetici – ha precisato l’Istituto – è soprattutto l’alimentazione animale con la mangimistica lievitata del 19% a causa dei rincari dei foraggi (+22%), mangimi semplici (+17%) e composti (+15%). Mentre i prezzi produttivi sono aumentati sensibilmente, quelli corrisposti agli allevatori hanno segnato un rialzo del 2,9%” evidenziando così un inevitabile peggioramento della ragione di scambio e quindi della redditività del settore.
Facendo riferimento a una delle tipologie aziendali più rappresentative dell’allevamento e considerando anche l’incidenza delle componenti fisse (ammortamenti e interessi sul capitale impiegato), secondo Ismea, “il costo medio di produzione del latte risulterebbe pari a 46 centesimi/litro”. E se produrre costa 46 centesimi, il prezzo del latte alla stalla, concordato con il governo il 10 novembre, arriva a toccare i 41 centesimi soltanto. Di fatto, dunque, stanti così le cose, produrre è un’attività in perdita.
Stefano Patuanelli
E per colmare questo gap, il governo è pronto a scendere in campo. “Sarà mia cura convocare rapidamente il tavolo della filiera lattiero casearia, che sconta una situazione macroeconomica fuori controllo, per l’attuazione reale e concreta dell’accordo raggiunto sul prezzo del latte a 41 centesimi” ha spiegato il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli rispondendo ad una interrogazione al Question time alla Camera.
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