Viterbo – La contestazione in piazza
Viterbo – “Parlano di pace, ma poi se ne lavano le mani”. E ancora. “Sapete cosa è una guerra? E’ quando chiami tua madre e senti le esplosioni attraverso il telefono e lei ti dice: ‘non posso parlare perché ci stanno bombardando’. Una guerra è quando un tuo amico che ti dice: ‘ho paura di morire ma non me ne vado da casa mia’. Guerra è quando un’amica ti risponde: ‘sto pregando'”. A parlare, di fronte a un centinaio di persone, è Oksana Goloida che poi, assieme a tutta la comunità ucraina di Viterbo punta il dito contro il Tavolo per la pace che, ieri, in piazza della Repubblica ha organizzato la manifestazione contro la guerra in Ucraina e l’invasione russa del suo territorio.
Una manifestazione che si è spaccata in più pezzi, sparsi per tutta la piazza. Da una parte il Tavolo per la pace, organizzatori dell’iniziativa. Dall’altra la comunità ucraina di Viterbo che a un certo punto, in aperto disaccordo con i primi, si è sfilata dalla manifestazione mettendosi di lato. In mezzo Tuscia in lotta con gli slogan contro la guerra imperialista e contro la Nato.
Viterbo – Manifestazione contro la guerra in Ucraina
“Noi vogliamo che la Nato intervenga – ha detto la coordinatrice della comunità Ucraina Oksana Chyzhovych -. Chiediamo alla Nato di difenderci dal cielo. A terra ci difendiamo da soli. Loro (rivolgendosi agli organizzatori) sono contro la Nato. Ma se stavamo nella Nato, Putin non ci attaccava”.
L’unità in piazza della Repubblica dura poco, meno di mezzora. Bastano alcuni interventi e gli atteggiamenti tiepidi degli organizzatori verso un possibile intervento della Nato a sostegno dell’Ucraina, che la tensione tra Tavolo per la pace e comunità inizia a salire. A renderla ancora più densa, gli slogan di Tuscia in lotta. E non è bastato neanche l’intervento di Peppe Sini, storico esponente del movimento pacifista e non violento, per risolvere la questione e riportare la manifestazione all’unità iniziale. Ma era di fatto impossibile. La comunità ucraina chiede apertamente quello che il Tavolo non vuole: l’intervento della Nato e, di conseguenza, il possibile allargamento del conflitto ad altri Paesi, se non all’intero continente europeo.
Viterbo – Oksana Goloida
In piazza, assieme al Tavolo e a Tuscia in lotta ci sono anche l’Usb, la Casa per i diritti sociali, il Partito democratico con Manuela Benedetti e Lina Delle Monache, l’assessora alle politiche sociali della regione Lazio, Alessandra Troncarelli, il presidente dell’Arci Marco Trulli, Francesco Boscheri dei Giovani Democratici, Enrico Mezzetti dell’Anpi e il segretario provinciale di azione Giacomo Barelli.
Viterbo – Manifestazione contro la guerra in Ucraina
Due i volantini che circolano in piazza della Repubblica. Una è del Tavolo per la pace. “I governi europei – spiega il Tavolo nel suo volantino – compreso quello italiano, hanno concretamente in mano la possibilità di bloccare le macchine da guerra, non accettando alcuna invasione dell’Ucraina, ma neanche il suo ingresso nella Nato, semplicemente facendo appello all’articolo 10 del Patto Atlantico, ogni allargamento del quale deve considerare innanzitutto la sicurezza degli alleati. Oggi la sola idea di una guerra, e delle autolesionistiche guerre economiche a colpi di reciproche sanzioni, è cinica follia, che colpisce soprattutto gli inermi, i più deboli, di qua e di là di anacronistici confini etnici e geopolitici. Guerra chiama guerra. Perché il cerchio si spezzi, va riaffermata con forza la centralità della Carta delle Nazioni unite e dell’articolo 11 della costituzione italiana”.
Viterbo – La manifestazione in piazza
Il secondo volantino è quello di Tuscia in lotta. “Alla faccia – sta scritto alla fine – dei ‘sinceri democratici’ e degli strenui difensori della borghesissima costituzione più bella del mondo che all’articolo 52 recita: ‘la difesa della patria è sacro dovere del cittadino’. Noi sputiamo sopra tale sacro dovere affermando invece che il nostro sacro dovere è organizzare la guerra di classe alla borghesia e al suo stato perché il primo nemico è in casa nostra”.
In piazza la manifestazione è accompagnata dai canti della comunità ucraina che a un certo punto coprono gli interventi. Li interrompono. E alla fine li ignorano completamente. Qualcuno va verso il “palco” ricavato sulle scale del monumento dedicato ai facchini di Santa Rosa e chiede spiegazioni e di smetterla con gli attacchi alla Nato, perché, appunto, la comunità chiede il suo intervento militare. Qualcuno accusa invece gli ucraini, intervenuti dal “palco” poco prima, di aver fatto “interventi di stampo nazionalistico”. A chiudere piazza della Repubblica fasci di bandiere blu e gialle, cielo e grano, che circondano i manifestanti sventolando sopra le loro teste.
“Noi non stiamo chiedendo di combattere la Russia – prosegue Oksana Goloida -. Noi vi stiamo chiedendo di aiutarci a sconfiggere Putin. Dopo un semplice ‘mi dispiace’ non ci basta. Aiutare l’Ucraina oggi è la sicurezza dell’Europa domani”.
Viterbo – Manifestazione contro la guerra in Ucraina
“Parlano tanto di pace, ma poi se ne lavano le mani – ha poi aggiunto assieme ad Alina Onachyshych -. Come puoi ottenere la pace lavandotene le mani? Ma se non fai niente come la ottieni. La Nato non attacca, ma difende. Per questo è stata creata la Nato. Putin dice che non vuole la Nato ai suoi confini. Ma la Nato sta già ai suoi confini dalla parte dei paesi baltici e della Norvegia. Quelle di Putin sono soltanto scuse. Putin è un pazzo scatenato che vuole ricostruire l’Unione sovietica. Noi siamo andati a dormire di notte e il giorno dopo ci siamo ritrovati un paese bombardato. Noi non abbiamo attaccato per primi. Noi chiediamo al popolo di mettere le sanzioni, di chiudere lo spazio aereo. Noi non chiediamo di combattere la Russia ma di combattere Putin”.
Viterbo – Manifestazione contro la guerra in Ucraina
Non riesce a ricucire lo strappo neanche Peppe Sini. La comunità ucraina si fa da parte. A chiamarli è la sua coordinatrice. “Tutti gli ucraini da questa parte”. E tutti gli ucraini si mettono di lato a piazza della Repubblica. A questo punto le manifestazioni sono due. L’una diversa dall’altra. Con obiettivi diversi gli uni dagli altri. E quando gli ucraini vengono via dal resto dei manifestanti, portando con sé bandiere e colori, il gelo in piazza è totale. Peggio del vento freddo che tirava. Peggio ancora. La piazza, in quel preciso istante, si è ulteriormente spaccata a metà. Da una parte gli ucraini, dall’altra gli “italiani”. E questo è stato forse il peggior risultato di sempre di una manifestazione per la pace e la democrazia.
Viterbo – Manifestazione contro la guerra in Ucraina – Il tavolo per la pace
In provincia di Viterbo la popolazione di origine ucraina rappresenta quasi il 5% dell’intera popolazione straniera. In tutta la Tuscia le persone di nazionalità ucraina sono 1045 (781 donne e 264 uomini). A Viterbo sono in tutto 300 (223 donne e 77 uomini). I cittadini russi presenti in provincia di Viterbo sono invece 164 (137 donne e 27 uomini). Nel capoluogo sono 48 (41 donne e 7 uomini).
Viterbo – Manifestazione contro la guerra in Ucraina – Tuscia in lotta
In piazza c’erano anche l’assessora regionale Troncarelli e il segretario provinciale di Azione Giacomo Barelli. “Dobbiamo abbassare le armi e far tornare la pace – ha detto Troncarelli – salvaguardando l’Ucraina. Siamo per la pace e non per la guerra, ma una soluzione va assolutamente trovata. A difesa del popolo ucraino”.
Viterbo – Manifestazione contro la guerra in Ucraina
“In questo momento – ha detto Barelli – siamo vicini all’Ucraina e dobbiamo essere uniti con l’Unione europea e con la Nato per la difesa del diritto internazionale e del popolo ucraino. I rapporti con la Russia non potranno tornare alla normalità finché non si ritirerà in maniera incondizionata dai confini dell’Ucraina. La Russia è fuori dal contesto delle nazioni civili. Oggi tutte le forze politiche devono abbandonare qualsiasi pulsione a favore di Putin. Ue e Nato devono rispondere all’invasione con fatti concreti. Dobbiamo dare sostegno al popolo ucraino e imporre sanzioni durissime alla Russia, a partire dalla sospensione del codice Swift”.
Infine Paolo Moricoli, tra i fondatori del Tavolo per la pace. Non ha partecipato alla manifestazione. In serata, una sua nota. “In certi momenti – ha scritto Moricoli – non è possibile tenersi al di fuori dallo scorrere della storia e bisogna saper capire da quale parte sia la ragione e il torto, lasciandoci alle spalle dietrologie e discorsi ideologici. In questo momento, la ragione è dalla parte dei bambini che piangono sottoterra, in Ucraina. Il torto è invece di chi li aggredisce. Senza se e senza ma”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: La manifestazione contro la guerra in Ucraina – Stop Putin – Video: La piazza – La contestazione
Articoli: Peppe Sini, responsabile del Centro di ricerca per la pace: “La Nato è un’organizzazione terrorista e stragista che minaccia l’umanità intera e sta portando il mondo al disastro” – Tuscia in Lotta: “La manifestazione contro la guerra ha palesato la natura inconcludente dell’ideologia borghese del movimento pacifista” – “Manifestazione contro la guerra, una piazza egemonizzata da nazionalismo e odio etnico” – Gli ucraini: “Noi vogliamo l’intervento della Nato…” – Si spacca in due la manifestazione contro la guerra di Daniele Camilli
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