Bolsena – “Sono iniziate le analisi chimiche sul bronzetto antropomorfo rinvenuto durante le recenti ricerche dirette dal servizio di archeologia subacquea della Soprintendenza nella parte superiore dell’Aiola del Gran Carro di Bolsena”. La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale annuncia importanti novità sulla statuina di bronzo nuragica scoperta all’interno del gigantesco giacimento sacro di 3mila anni fa.
La piccola statua, appartenente al mondo sardo-fenicio, con copricapo particolare e occhi incisi, sembrerebbe rimandare ad una divinità.
“Le analisi sono state affidate al professor Antonio Brunetti dell’università degli studi di Sassari – proseguono dalla Soprintendenza -. Quest’ultimo ha potuto effettuare nella nostra sede la spettroscopia Raman e la fluorescenza a raggi X per stabilire prima di tutto la composizione chimica e percentuale dei metalli di cui è composto, cui seguiranno altre analisi per determinare la provenienza geografica dei diversi componenti. Presto avremo risposte sulla collocazione di tale raro oggetto che certamente chiarirà aspetti sui contatti e i commerci tra Mediterraneo ed Etruria interna durante la prima Età del Ferro (X-IX secolo a.C.)”.
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