Roma – (g.f.) – Quando c’erano i partiti. Se lo ricorda Ugo Sposetti, ex parlamentare Pd, ultimo tesoriere Ds, presidente della provincia di Viterbo con il Partito comunista.
Non a caso, le telecamere di La7 lo hanno raggiunto nella sede dell’associazione Enrico Berlinguer, tra quadri, documenti, nastri audio di feste e congressi dell’allora Pci.
Oggi di partiti “veri” se ne vedono pochi. Almeno com’erano un tempo.
Ugo Sposetti a La7
Sposetti rinfresca la memoria su cosa sia un partito: “Un’organizzazione disciplinata da uno statuto – spiega Sposetti – con regole piuttosto rigide. Qualcosa in cui quando qualcuno ci entra non ne esce più.
Io so’ che c’è un partito con queste regole, mi presento in una sede per ritirare la tessera, pagando un obolo e so che quella tessera mi dà dei diritti”.
Un partito forma la sua classe dirigente. “La classe dirigente – sostiene Sposetti – si costruisce studiando. Le riunioni di sezione le considero la scuola più importante. Avevi imparato dal bracciante, dal mezzadro, dall’operaio”.
C’è un po’ di distanza e non è solo temporale, rispetto alla situazione attuale. Non la sola differenza. “L’indennità da presidente della provincia – ricorda Sposetti – era superiore rispetto allo stipendio di funzionario di partito, quindi io versavo l’indennità alla federazione e poi la federazione mi pagava lo stipendio. Era quello di un operaio metalmeccanico.
Questa non l’hanno inventata i 5 Stelle”.
Dà fastidio a Sposetti, quando la magistratura interviene nella vita interna dei partiti.
Vicende quali Open o quella che ha riguardato il Movimento 5 stelle potrebbero essere risolte in modo diverso: “Non capisco perché leader politici italiani non s’incontrino, dando mandato a uno bravo, per elaborare una proposta per l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, che disciplina l’attività dei partiti”.
A proposito di partiti, il dubbio di Ugo Sposetti: “I militanti del Movimento 5 stelle non so quale tessera abbiano. Se nasci contro i partiti e poi diventi partito, non funziona.
Se ti rimane dentro l’antipartito e scrivi lo statuto, hai nella testa che devi combattere i partiti, li devi distruggere. Poi si sono distrutti da soli”.
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