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Roma - Carlo Calenda al primo congresso di Azione: “Vogliamo essere la terza via tra i sovranisti e i populisti” - Enrico Letta, segretario del Pd: “Insieme faremo grandi cose”

“Non dialogheremo con M5S e Fdi, oggi siamo il sesto partito secondo i sondaggi”

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Carlo Calenda

Carlo Calenda


Roma – “Non dialogheremo con M5S e Fdi, oggi siamo il sesto partito secondo i sondaggi”.

Oggi a Roma il primo congresso di Azione, il partito fondato da Carlo Calenda. Sono intervenuti, tra gi altri, anche Roberto Gualtieri sindaco di Roma, Matteo Richetti, il segretario del Pd Enrico Letta, del ministro dello Sviluppo Economico e vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, Antonio Tajani coordinatore di Forza Italia, Giovanni Toti vicepresidente di Coraggio Italia, Ettore Rosato vicepresidente della Camera dei deputati e presidente di Italia Viva, Roberto Speranza ministro della Salute, Benedetto Della Vedova segretario di +Europa e Carlo Cottarelli direttore dell’osservatorio sui conti pubblici italiani dell’università Cattolica di Milano.

“Se siamo di centro? E rispetto a chi? Noi siamo e ci chiamiamo Azione, perché abbiamo un riferimento al Partito d’Azione che aveva una ispirazione liberal-socialista – ha detto Carlo Calenda -. Questo movimento oggi diventa partito, rimanendo ancorato ai suoi principi. Se sarò Segretario e mi vedrete anteporre una scelta di convenienza personale a una ideale, mi dovrete rimuovere perché un partito è forte solo se ha questa capacità”.

“Noi siamo per il dialogo, ma il dialogo non vuol dire l’accettazione di qualunque controparte. Noi non dialoghiamo e non accettiamo il confronto con il M5S, questa è una scelta netta e definita – ha spiegato il leader di Azione -. Qualunque sistema elettorale ci sia, noi con populisti e sovranisti non andremo alleati. La scelta è nel vostro campo e si combatterà, perché la politica è combattere. Non esistere una rilegittimazione della politica se non c’è la forza dell’andare nell’alto mare aperto a riconquistarsi i voti. Noi non accettiamo il confronto con M5S e Fratelli d’Italia. È una scelta netta, perché il dialogo si fa a partire dai valori comuni. Le radici culturali dei socialdemocratici, dei popolari e liberali non consentono di sottomettersi a sovranisti e populisti”.

“Noi non costruiremo l’Europa con la Polonia e l’Ungheria. Prima o poi bisognerà mandarli fuori dall’Europa e continuare con i paesi fondatori – ha aggiunto ancora -. Siamo un paese che inneggia al giovanilismo continuamente e punisce i giovani praticamente. Questo è un segno di mollezza etica. La scuola è il problema che deve venire prima di tutti in Italia. Noi siamo diventati il Paese più ignorante d’Europa, questo è un disastro culturale e di civiltà. Finché non lo risolveremo la democrazia sarà a rischio”.

“Ma cosa abbiamo combinato in questi due anni? Ripensate a ogni volta che ci hanno detto che non ce la potevamo fare e oggi siamo sesto partito italiano secondo i sondaggi. Con la Lega si può dialogare solo se è quella di Giorgetti, con quella di Salvini assolutamente no – ha quindi concluso Calenda -. Su Renzi, trovo ignobile che si pubblichi la lettera di un padre a un figlio senza rilevanza penale”.

“Sono qui per confermare la voglia di fare strada insieme – ha dichiarato il segretario del Pd Enrico Letta -, a partire dal metodo, per fare una politica che non si vergogni di svolgere il suo ruolo. Discuteremo, litigheremo anche, ma so che alla fine prenderemo le decisioni giuste per l’Italia. Sono sicuro che insieme faremo grandi cose”.


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19 febbraio, 2022

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