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Operaio muore sul lavoro, dopo 15 anni gli inviano la nuova tessera sanitaria

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La nuova tessera sanitaria di Franco Visinoni, inviata 15 anni dopo la morte

La nuova tessera sanitaria di Franco Flavia Visinoni, inviata 15 anni dopo la morte


Viterbo – (sil.co.) – Operaio muore sul lavoro, dopo 15 anni gli inviano la nuova tessera sanitaria.

Una tessera sanitaria post mortem, con scadenza 27 gennaio 2028. Se la sono vista recapitare la vedova e la figlia di Franco Flavio Visinoni, 15 anni dopo la sua morte, avvenuta in seguito a un infortunio il 15 ottobre 2007, quando la vittima aveva soltanto 53 anni. 

“Mi hanno appena mandato la tessera sanitaria per mio padre morto nel 2007, gliela porto al cimitero, magari gli serve”, spiegava ieri incredula ed esterrefatta la figlia Ilaria, per la quale, assieme alla madre, si è rinnovato il dolore per una perdita cui le due donne non si sono mai rassegnate. 

“Nel foglio – spiega Ilaria Visinoni – c’è scritto di rivolgersi alla Asl per avere chiarimenti su come funzi0na la tessera sanitaria. Peccato che per la morte di mio padre sia intervenuta proprio la Asl, per cui lo dovrebbero sapere”.


Flavio Franco Visinoni

Flavio Franco Visinoni


Visinoni, che faceva l’operaio edile, è caduto dal tetto di una casa in costruzione. Un incidente che si sarebbe potuto evitare, se ci fosse stata l’impalcatura.

Per quella morte il datore di lavoro ha patteggiato 10 mesi e 20 giorni per omicidio colposo ed è stato condannato in sede civile a un risarcimento di oltre 470mila euro per il danno non patrimoniale e 150mila euro per il danno biologico, oltre al pagamento delle spese per il funerale. Somme che non ha mai versato tanto da finire al centro di un servizio delle Iene.

Il tribunale di Viterbo, inoltre, ha pignorato all’imprenditore, che non sarebbe stato assicurato, una Bmw Caprio, una Chrysler e due furgoni, che si sarebbe però rifiutato di consegnare, non rivelando dove si trovavano. Motivo per cui il 31 gennaio 2020, dopo 13 anni, è stato condannato a risarcire con 18mila euro a titolo di danno non patrimoniale la vedova e la figlia della vittima.

Nel frattempo, ipotizzando il suicidio, come ha ribadito anche nel servizio delle Iene, ha fatto appello contro la condanna civile al risarcimento dei familiari della vittima, ma gli è stato dato torto.


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