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Capranica - Il 19 febbraio, iniziativa voluta dal Laboratorio Francesco Andreotti

In ricordo di Francesco, concerto al Tempio romanico

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Capranica - Ricordando Francesco

Capranica – Ricordando Francesco

Capranica – Riceviamo e pubblichiamo – Il ricordo è la reminiscenza di un’emozione, che a volte ha bisogno di una potenza comunicativa importante per riaccendersi.

La musica, sicuramente, non ha eguali in merito. Lo hanno spiegato benissimo, senza usare le parole ma le note, gli allievi della professoressa Anna Lisa Bellini del Liceo musicale Santa Rosa da Viterbo, all’iniziativa “Ricordando Francesco”, lo scorso 19 febbraio a Capranica.

L’evento è stato realizzato dal Laboratorio “Francesco Andreotti”, dallo stesso liceo e dal comune di Capranica, che ha messo a disposizione la splendida cornice del Teatro romanico di San Francesco.

Tra gli ospiti, la dirigente scolastica dell’istituto “G. Nicolini” Maria Luisa Iaquinta, che ha espresso parole di vicinanza e disponibilità per le attività del laboratorio, nella speranza che “i valori della commemorazione siano estesi oltre i confini di Capranica, nel ricordo, insieme a Francesco, anche di Sergio Satingeanu e di Flavio Borgna”.

È stata anche ricordata la giovane Lavinia Bozzo, scomparsa recentemente, figlia del dirigente scolastico Romolo Bozzo, presidente onorario del Laboratorio “F. Andreotti”, che ha sempre sostenuto con passione ogni attività musicale e culturale in favore dei giovani.

Nei saluti finali il sindaco Pietro Nocchi ricorda Francesco così: “È incredibile come l’uomo possa generare tanta bellezza e dolore nello stesso tempo. Quest’ora di bellezza passata insieme, la dobbiamo a Francesco e a tutte le persone che hanno colto questa bellezza negli anni”.

Il 17 febbraio 2002 è la data della scomparsa di Francesco Andreotti, un ragazzo di appena 15 anni, allievo allora del Liceo Classico “M. Buratti” di Viterbo, un giovane ancora vivo nel ricordo della comunità capranichese.

Nello stesso anno prende forma il Laboratorio “F. Andreotti” per volere dell’allora sindaco Paolo Oroni, che, a 20 anni dalla nascita, continua a trasmettere i valori della musica tramite lezioni-concerto, scambi culturali, concerti e concorsi. Attualmente è rappresentato dalla Prof.ssa Anna Lisa Bellini, concertista e docente, presidente del Premio Andreotti e Roberta Aniello, coordinatore del laboratorio e attualmente dirigente scolastica dell’istituto omnicomprensivo “B.S. Fidati” di Cascia.

Il programma scelto “si dipana in un arco temporale che va dalla visione barocca di J.S. Bach alla contemporaneità di N. Kapustin declinando le sfumature dello stile pianistico assunte via via dallo strumento nel Classicismo, al Romanticismo, fino allo stile attuale” come riportano le note di sala a cura della dott.ssa Aniello. Nella prima parte del concerto si assiste all’esecuzione di Clementi con la Sonata op.25 n.2, la Sonatina op.36 n.4 e la op.36 n.3, caratterizzate da un suono vigoroso e ritmo vivace, che hanno subito catturato subito l’attenzione del pubblico. A seguire il Valzer in La minore e la Mazurka op.67 n.4 di Fryederyk Chopin, definito il poeta del pianoforte, che lasciano trasparire tutta la sensibilità degli allievi nell’approccio allo strumento. Dopo la rigorosa Invenzione a due voci di J.S. Bach, è il momento della Consolazione n.3 di Franz Lizst, che fa trasparire le corde dell’emotività con quell’eleganza resa dal giusto dosaggio di forza sui tasti del pianoforte tramite un fraseggio talvolta energico e talvolta dolce. La seconda parte dell’evento si apre con la Fantasia- Improvviso di F. Chopin e il Sonetto del Petrarca “Pace non Trovo” di F. Lizst, che con atmosfera sognante ci accompagna agli ultimi brani. I protagonisti della fine del concerto sono lo Studio n.8 di Johann Baptist Cramer, il Preludio in do diesis di Sergei Rachmaninoff, la Sonata in do maggiore di Ludwig Van Beethoven e la Toccatina op.40 n.3 di Nikolaj Girsevic Kapustin. I primi due brani travolgono l’ascoltatore con toni inquieti ma avvolgenti. Gli ultimi due brani vengono eseguiti con guizzi virtuosi e il giusto equilibrio tra la sapienza tecnica e l’intelligenza emotiva.

Daniele Tarantino, Daniele Fontana, Alice Marinelli, Costanza Princi, Simone Della Porta, Simone Mechelli sono gli studenti del liceo che hanno preso parte all’iniziativa. Abbastanza cauti nel non saper rispondere con le parole alla domanda “come spiegheresti
la capacità del pianoforte di suscitare emozioni e viverle quando si suona?”, maaltrettanto coraggiosi da esibirsi davanti a un pubblico e a una comunità che, attraverso le note, si ritrova per vivere un’esperienza intima e suggestiva.

Tuttavia, nel descrivere la loro professoressa, esprimono con sguardo acceso e sorridente la loro idea: “La caratteristica della Bellini che apprezziamo particolarmente è che parla, esprime e spiega la musica in maniera amorevole, come se stesse dando lezioni di vita a un figlio, spiegando la materia con intuizioni attente, facendo crescere la passione”. Allo stesso modo, Bellini commenta la performance dei suoi studenti così: “Sono stati egregi, nella misura in cui occasioni di suonare non ci sono più state, considerando che, al netto della pandemia, è sempre difficile misurarsi con il pubblico”.

Aggiunge inoltre: “Francesco era un ragazzo fantastico, sempre impegnato e attivo, allora non c’era la cultura del telefonino, ma se ci fosse stata, lui sarebbe stato tra quelli che non lo avrebbe mai acceso…sono passati 20 anni ma è come se non fosse cambiato niente, è come se lamusica restituisse il tempo che passa”.

La capacità della musica di trascendere la limitatezza della realtà resta così forte che nel passato, presente e futuro ci darà sempre l’opportunità di far riaffiorare alcune emozioni, idee e suggestioni. La speranza è che le note che risuonano in coloro che hanno vissuto questa esperienza siano un unguento per lenire alcune sofferenze e accorgersi di alcune gioie. Nel riscoprire la possibilità di potersi emozionare torniamo tutti ragazzi, forse, come gli allievi della prof.ssa Bellini. L’augurio è che queste occasioni possano essere sempre più frequenti e continuino a raccontarci qualcosa, senza le parole.

Gianmaria Oroni


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21 febbraio, 2022

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