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Cronaca - La lista Agricoltori riuniti: "Il tribunale amministrativo ha ribadito il Dpr del maggio 2021: il regolamento va riscritto e le elezioni sono da rifare"

“Il Tar conferma che il Cda del consorzio di bonifica Etruria meridionale è illegittimo”

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Agricoltura

Agricoltura (Foto di repertorio)

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Come noto nella sentenza pubblicata il 18 gennaio 2022, il Tar del Lazio ha di nuovo respinto il ricorso della lista “La bonifica…” contro il decreto del presidente della Repubblica del 26 maggio 2021 che disponeva l’annullamento del regolamento elettorale del consorzio di bonifica Etruria meridionale e Sabina e, di fatto facendo decadere l’attuale consiglio di amministrazione a cui dovrà seguire la nomina da parte della regione Lazio di un commissario che poi procederà a nuove elezioni.

Ma andiamo per ordine. Come più volte ricordato il regolamento elettorale del consorzio disponeva che tutti gli areali dei due consorzi fusi (Val di Paglia superiore e Bonifica reatina e sei comuni ricadenti nella provincia di Roma) fossero equamente rappresentati nella ripartizione dei seggi. Tale illogica disposizione avrebbe determinato che superfici modeste dell’aggregato comune di Montelibretti (unico comune in provincia di Roma con proprietari terrieri aventi diritto di voto) avessero la stessa capacità rappresentativa rispetto alle superfici derivanti dai due consorzi fusi.

La sentenza del Tar ribadisce in maniera netta che “l’obbligo di rappresentatività nella formazione delle liste su base provinciale previsto dal regolamento elettorale, oltre a non essere previsto dalle norme statutarie, appare anche incoerente rispetto alla finalità di meglio garantire il principio di rappresentatività, a fronte della particolare conformazione territoriale del consorzio di bonifica”.

Alla luce di quanto sopra, il citato Dpr del 26 maggio 2021 è stato ulteriormente confermato e quindi il regolamento elettorale va interamente riscritto, così come il Cda insediato risulta illegittimamente nominato e pertanto doveva decadere in pari data. La Regione Lazio secondo la sentenza del Presidente della Repubblica avrebbe dovuto immediatamente nominare un commissario per procedere a nuovo regolamento e nuove elezioni.

Ora che i due massimi livelli di  giudizio hanno concordemente stabilito quanto sopra ricordato, e visto che il consiglio di amministrazione si ostina a non prenderne atto, autoproclamandosi non decaduto, si attende l’esito dell’autorità giudiziaria per l’accertamento delle responsabilità per quanto accaduto.

Nel frattempo le strutture del consorzio di bonifica versano in totale abbandono con strade consortili fatiscenti e pozzi privi di manutenzione e in situazione precaria; anche il territorio toscano risulta senza cura e il tutto è già stato segnalato nella lettera inviata nel settembre 2021 al presidente Zingaretti dai sindaci di Acquapendente, Bolsena, Grotte di Castro, Latera, Marta, Onano, Proceno, San Lorenzo Nuovo e Valentano.

Agricoltori riuniti


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24 febbraio, 2022

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