Un’aula di tribunale
Torino – Ha ucciso il padre a coltellate per proteggere la mamma durante l’ennesima lite in famiglia. A processo per omicidio, Alex Pompa, 20 anni, lo scorso 24 novembre è stato assolto dalla corte di assise di Torino perché il fatto non costituisce reato. Oggi la corte ha diffuso le motivazioni della sentenza.
“Ingaggiò una lotta per sopravvivere, era privo di alternative che non fossero colpire o soccombere ed essere ucciso e lasciare uccidere gli altri familiari – si legge nelle motivazioni -. Con riferimento agli ultimi colpi, tanti, rapidi e poco profondi, nessuno mortale, deve ritenersi che Alex Pompa, in quella situazione di terrore e in assenza di informazioni circa gli effetti (rapidamente mortali) della ferita appena inferta con il coltello che si spezzò, continuò a colpire perché sinceramente convinto di avere a che fare con un uomo ancora pericoloso che stava minacciando di fare una strage. Ciò che di ulteriore è avvenuto dopo quel colpo mortale è da ritenersi giustificato e realizzato per legittima difesa putativa e, in ogni caso, ininfluente”.
La vicenda risale al 30 aprile 2020 a Collegno, in provincia di Torino, nella casa di famiglia. Il padre del ragazzo avrebbe aggredito la madre e non sarebbe stata la prima volta. La vittima, un operaio di 52 anni, durante il processo è stata infatti descritta come irascibile e aggressiva. Tanto che è emerso che i familiari avevano cominciato a registrare di nascosto le sue frequenti sfuriate. Quella sera il ragazzo, intervenendo in difesa della madre aggredita, prese dei coltelli da cucina e uccise il padre.
Il pm aveva chiesto per il 20enne una condanna a 14 anni di carcere e aveva invitato la Corte a sollevare una questione di legittimità costituzionale in merito al riconoscimento delle attenuanti generiche. Il difensore dell’imputato ha invece sostenuto la tesi della legittima difesa.
La decisione finale della corte d’assise di Torino è stata che il fatto non costituisce reato. E il ragazzo è stato assolto.
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