Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Tra l’apprezzamento della comunità locale e la gioia di animalisti e amanti della natura, solo pochi giorni fa sui siti web e i social media dell’ente di gestione del Parco naturale regionale Bracciano Martignano sono state diffuse le foto e la notizia dell’avvistamento alla periferia di Bracciano (Roma) di un bellissimo esemplare di Ibis eremita o waldrapp (Geronticus eremita), un raro uccello pelecaniforme e migratore della famiglia dei Treschiornitidi, una specie in pericolo di estinzione, tutelata nell’ambito del programma Life+ dall’Unione europea.
Ieri però la doccia fredda tramite un comunicato della Lipu (Lega italiana protezione uccelli): un esemplare di Ibis eremita è stato trovato morto a Roma all’interno dell’azienda agricola di Castel di Guido, impallinato a fucilate nei pressi della riserva naturale statale Litorale romano e dell’oasi Lipu di Castel di Guido.
Seppur della stessa specie, si tratta però di due diversi esemplari, monitorati e tracciati nel progetto Waldrapp: quello ucciso a Roma si chiamava Leonardo, mentre quello avvistato a Bracciano è Eduardo. Quest’ultimo per arrivare nei pressi dell’area del complesso lacuale ha percorso 1703 chilometri, attraversando ben tre diverse nazioni.
È quindi verosimile che Leonardo ed Eduardo stessero percorrendo insieme lo stesso corridoio ecologico, ovvero la migrazione nell’area tra i laghi sabatini e la capitale alla ricerca di un habitat selvatico adeguato. Infatti Castel di Guido, zona nell’Agro romano, si trova a una trentina di chilometri di distanza dalla periferia di Bracciano.
“L’uccisione dell’Ibis eremita a Roma è un gravissimo crimine ambientale, un atto vergognoso”, commentano Vittorio Lorenzetti e Daniele Badaloni, rispettivamente presidente e direttore dell’ente di gestione del Parco naturale regionale Bracciano Martignano.
“Solo pochi giorni prima, in molti hanno espresso entusiasmo e felicitazione per l’apparizione di questa specie rara e in via di estinzione sul territorio braccianese. Apprendere ora che un esemplare è stato ucciso a pochi giorni e chilometri di distanza ci lascia sgomenti, è un vero e proprio pugno allo stomaco, perché c’è sempre più bisogno di tutelare specie ad alto interesse conservazionistico come l’Ibis eremita: nel comprensorio dell’area naturale protetta lacustre i guardiaparco continuano l’azione di educazione sostenibile, sensibilizzazione e vigilanza per prevenire e scongiurare deprecabili azioni di bracconaggio e reati ambientali come questo appena registrato.”
Parco naturale regionale Bracciano – Martignano
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