Roma – Il consiglio dei ministri ha dato il via libera a due nuovi decreti, uno per contrastare il rincaro delle bollette e l’altro per le correzioni alla cessione dei crediti di imposta legati ai bonus edilizi.
Mario Draghi
Per quanto riguarda il dl per contenere il rincaro delle bollette, in sede di consiglio dei ministri il governo ha approvato oggi un intervento da otto miliardi. Di questi, sei sono per l’elettricità. “Lo facciamo senza ricorrere a scostamenti di bilancio – ha spiegato il premier Mario Draghi in conferenza stampa -, ma grazie a margini che derivano dagli ottimi risultati della crescita dello scorso anno”.
“L’obiettivo del decreto è sostenere l’economia in questa fase difficile, abbiamo avuto una performance molto positiva nel 2021, ora vediamo un rallentamento dell’attività in Italia e altri paesi connesso all’evoluzione dei prezzi dell’energia”, ha continuato il presidente del consiglio.
Il ministro dell’economia Daniele Franco ha spiegato che il nuovo intervento contro il rincaro prevede la replica di quelli già attuati come l’azzeramento degli oneri di sistema, il taglio dell’aliquota Iva sul gas al 5 per cento e gli aiuti per circa 3,5 milioni di nuclei familiari a basso reddito che possono chiedere il bonus bollette. Il decreto prevede poi ulteriori 700 milioni a favore delle aziende “energivore”, cioè che richiedono grandi quantità di energia elettrica per operare, e 500 milioni per quelle “gasivore”. Draghi ha poi affermato che è intenzione del governo quella di aumentare la produzione di gas italiano e semplificare l’installazione di impianti di energia rinnovabile. Gli interventi che mirano a sostenere famiglie e imprese ammontano a circa 5 miliardi e mezzo, ai quali poi vanno sommati quelli per aiutare le regioni e i comuni.
Oltre a quello contro il rincaro delle bollette, il governo ha approvato oggi anche un altro decreto per le correzioni alla cessione dei crediti di imposta legati ai bonus edilizi, compreso il Superbonus. Tra le novità c’è anche l’introduzione di multe e pene detentive per il “tecnico abilitato” che “espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione”, oppure “se attesta falsamente la congruità delle spese”. A quanto si apprende, la multa sarebbe dai 50mila ai 100mila euro e la reclusione dai due ai cinque anni.
Per i crediti dei bonus edilizi sarebbero inoltre possibili, oltre alla cessione del primo richiedente, due ulteriori cessioni ma solo se effettuate a favore di banche e intermediari finanziari iscritti all’albo”.
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