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Politica - Il sindaco della città ligure replica al presidente ucraino, che nel suo discorso alla Camera aveva detto: “Immaginate Genova al posto di Mariupol” - Il governatore Toti: “Un'immagine brutale”

Bucci risponde a Zelensky: “Genova è già stata bombardata, non possiamo immaginare che si ripeta”

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Marco Bucci

Marco Bucci


Genova – “La nostra città è già stata bombardata, non possiamo immaginare che si ripeta”.

Queste le parole del sindaco di Genova Marco Bucci, commentando il discorso del presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Camera. “Ogni giorno di guerra porta via la vita di altri bambini, i missili e le bombe della federazione russa non smettono di uccidere e a distruggere – ha detto Zelensky durante il suo intervento -. Alcune città sono distrutte del tutto come Mariupol dove c’erano circa 500mila persone, come nella vostra città di Genova. A Mariupol non c’è più niente, solo rovine. Immaginate Genova completamente bruciata dove tre settimane di assedio, dalla quale scappano le persone per andare in posti più sicuri”.

“Genova ha già subìto bombardamenti, e molti, nella storia. Durante la secondo guerra mondiale è stato terribile e assolutamente non possiamo immaginare che si ripeta qualcosa di simile – ha commentato Bucci -. Certamente noi non vogliamo immaginare Genova bombardata, da un certo punto di vista possiamo considerare quasi un complimento il fatto che abbia citato noi, cerchiamo di vedere solo l’aspetto positivo e ribadiamo che la nostra città vuole solo la pace”.

“È un’immagine brutale, nella sua semplicità, che rende bene l’idea di che cosa sta provando quella nazione, che mette i brividi e che fa riflettere – è intervenuto il presidente della regione Liguria Toti -. Io credo che bene ha fatto il parlamento ad ascoltare Zelensky perché non ci possono essere infingimenti e nessuna sfumatura: oggi c’è un popolo aggredito ed è quello ucraino e c’è un governo e uno stato aggressore che è quello della Russia. Speriamo che la ragionevolezza prevalga, ma il governo italiano, l’Unione europea e l’Occidente tutto devono continuare a fare, con grande determinazione, quello che hanno fatto fino ad oggi”.


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22 marzo, 2022

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