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Cronaca - Lo chiede Federico Ricci, consigliere regionale Fials

“I buoni pasto per i dipendenti delle Asl del Lazio siano di almeno 7 euro”

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Viterbo - Asl

Viterbo – Asl

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Federico Ricci, consigliere regionale Fials, al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, all’assessore alla sanità, Alessio d’Amato, e ai direttori generali delle Asl -.

La scrivente organizzazione sindacale intende richiamare l’attenzione delle signorie loro sulla disparità di trattamento tra i dipendenti delle Asl della regione Lazio, determinata dal mancato adeguamento economico dei buoni pasto, quale modalità sostitutiva del servizio di mensa aziendale.

Come è noto, il valore attuale di ogni buono pasto per i dipendenti delle Asl del Lazio è di 5,16 euro, con una partecipazione degli stessi alla spesa di 1,03 euro. In concreto il dipendente, riceve al netto 4,13 euro, utilizzabili per consumare un pasto, riconosciuto per le necessità del servizio di proseguire l’attività lavorativa giornaliera oltre le 6 ore.

Nelle strutture o presidi dotati di servizio mensa aziendale, i dipendenti invece, possono consumare un pasto completo (primo, secondo, contorno, pane, acqua, frutta) con la stessa partecipazione alla spesa di 1,03 euro.

Ci resta difficile accettare che da una parte ci sono dipendenti della Asl, che utilizzano la mensa aziendale e consumano giustamente un pasto completo senza particolare aggravio economico (1,03 euro) e dall’altra, tanti altri colleghi, che si trovano su un posto di lavoro magari distante dalla mensa aziendale e quindi impossibilitati a fruire dello stesso servizio, ai quali viene corrisposto in sostituzione, un buono pasto totalmente inadeguato (4,13 euro netti), che li costringe a mettere le mani nelle proprie tasche, per evitare forzate diete dimagranti.

È sufficiente infatti, una piccola indagine di mercato, per riscontrare che per consumare un modesto pasto, presso un qualsiasi esercizio privato, appena paragonabile a quello erogato nelle mense aziendali delle Asl del Lazio, occorrono oltre 10 euro, mentre viene erogato un buono pasto sostitutivo, del valore netto di 4,13 euro.

È quindi sotto gli occhi di tutti la evidente discriminazione tra i dipendenti, la disparità di trattamento su un istituto contrattuale che può apparire secondario, ma in realtà presenta risvolti estremamente importanti per il rispetto e l’equità nel trattamento di migliaia di lavoratori delle Asl del Lazio.

Su tale argomento, l’articolo 5 del decreto legge numero 95/2012 convertito con legge 135/2012, dispone che il valore nominale dei buoni pasto dei dipendenti pubblici non possa superare i 7 euro per singolo buono, tale limite è stato legittimato anche dalla corte costituzionale con sentenza numero 225/2013 e poi riconfermato dalla legge numero 190/2014 precisando, che a partire dal primo luglio 2015, il valore esente da tasse del buono pasto elettronico è fissato in 7 euro.

Si chiede pertanto l’autorevole intervento delle signorie loro, per avviare ogni utile iniziativa per l’adeguamento dei buoni pasto, ad almeno 7 euro netti nominali, per tutti i dipendenti delle Asl del Lazio, così come già confermato dalla normativa sopra citata e ripetutamente richiesto da questa organizzazione sindacale.

Cordiali saluti

Federico Ricci
Consigliere regionale Fials


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11 marzo, 2022

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