Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ho appreso in queste ore con grande stupore, di una possibile richiesta di due diligence fatta dal comune verso la propria società partecipata Francigena Spa.
Gianmaria Santucci
In questi anni, sia per studi universitari che per esperienza da amministratore, ho visto tante volte acquirenti chiedere due diligence su società pubbliche o private. Mai ho visto in vita mia, un socio unico chiedere delucidazioni, ad esterni, di un proprio bene. Capisco che chi acquisti voglia chiarezza, risulta incomprensibile come a chiedere chiarezza sia il proprietario unico socio, che ha la disponibilità di revisori di conti societari e controlli contabili e finanziari dell’amministrazione.
O si ha fiducia dei tecnici, per legge responsabili (revisori dei conti e dirigenti comunali) oppure no, nel primo caso si prende atto dei conti, nel secondo si sostituiscono i responsabili ritenuti inadeguati.
Una verifica analitica dei dati contabili societari, come se ci trovassimo di fronte ad una qualunque società privata e non alla principale società partecipata del comune, significa mettere alla berlina un’azienda che ha decine di dipendenti e che svolge ogni giorno fondamentali servizi pubblici indispensabili alla città,
Tutto ciò alla luce della recente acquisizione della autorizzazione regionale per una terza farmacia comunale, che ha un forte impatto sui conti pubblici ed un valore di mercato non indifferente..
Fare scelte così, senza alcun confronto politico istituzionale, con chi ha rappresentato o rappresenterà la città, significa mettere in campo un atto che mi auguro abbia travalicato le intenzioni di chi lo ha compiuto.
Sarà la prossima amministrazione nel bene o nel male a dover decidere il destino di questa importante società pubblica, ma ciò non si può fare con una procedura aperta alle valutazioni di mercato, senza alcun controllo di riservatezza mettendo a rischio il valore patrimoniale ed economico della società stessa.
Mi auguro di cuore, per la stima che ripongo, che chi di dovere ci ripensi e sospenda una iniziativa che allo stato attuale non è ne utile, ne proficua per lo sviluppo dell’amministrazione stessa.
Nei prossimi giorni, chiederò la disponibilità ai colleghi di tutte le forze politiche di incontrare i sindacati, per una azione univoca che superi le divisioni tra partiti e punti alla salvaguardia di un così importante bene comunale.
Gianmaria Santucci
(Fondazione)
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