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Roma - Il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte sull'ipotesi del governo di innalzare le spese militari al 2% del Pil: “È fuori dalla realtà pensare di aumentarli di almeno 12/15 miliardi di euro in due anni”

Conte: “Impensabile una corsa al riarmo, non faremo passi indietro”

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Giuseppe Conte

Giuseppe Conte


Roma – “Impensabile una corsa al riarmo, il M5s non farà passi indietro”.

A dirlo è il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte parlando dell’ipotesi del governo di innalzare al 2% del Pil le spese militari. Ieri un colloquio tra Draghi e Conte in cui l’ex premier ha ribadito l’opposizione del Movimento.

“È curiosa e davvero straordinaria la dovizia di particolari con cui fonti di palazzo Chigi hanno ricostruito la spesa militare italiana – ha spiegato il leader del M5s -. La stessa meticolosità andrebbe usata per dare notizia del previsto incremento delle spese militari per gli anni 2023 e 2024, che rappresentano il fulcro del confronto di questo giorni. Con i governi Conte le spese per le armi sono aumentate di circa 1 miliardo l’anno, se resta l’obiettivo del 2024 con Draghi l’aumento sarà di 6 miliardi l’anno”.

“Questa è la posizione del M5s, questa è la posizione che guarda all’interesse del Paese e ai bisogni dei cittadini. Non intendiamo fare passi indietro – ha scritto Conte -. È impensabile una corsa al riarmo ora. È fuori dalla realtà pensare di aumentare di almeno 12/15 miliardi la nostra spesa militare in due anni. L’impegno del 2% può essere centrato solo con una crescita di spesa progressiva, spalmata nei prossimi anni, ad esempio da qui a quantomeno il 2030”.

“Per quanto riguarda gli impegni internazionali, ho già chiarito: li rispettiamo, non li ho mai messi in dubbio. Sono passato dall’1,1 all’1,4% di Pil per quanto riguarda gli investimenti nel settore difesa – ha aggiunto ancora -. Ma si trattava di investimenti necessari, perché c’è un aggiornamento tecnologico, un problema di sicurezza cibernetica… Le nostre forze armate hanno svolto anche durante la pandemia un encomiabile servizio per la tutela dell’interesse nazionale. Non è un dilemma metafisico quello che noi stiamo ponendo”.


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30 marzo, 2022

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