Viterbo – (r.s.) – La sagoma di un poliziotto che tiene per mano una bambina. È l’immagine dipinta sulla porta d’ingresso della sala audizioni protette della questura di Viterbo dedicata all’ascolto delle vittime di violenza. È stata inaugurata questa mattina, a conclusione del lavoro fatto dagli studenti del liceo artistico Orioli che l’hanno affrescata.
Il capo della mobile Tundo, la pm Conti e il questore Sant’Elia
Accedendo nella stanza si entra in un paesaggio fiabesco, realizzato dopo uno studio sulla psicologia del colore condotto dai ragazzi della scuola diretta dalla preside Simonetta Pachella. I colori sono rilassanti. Su tutti spicca il verde. Ma c’è anche l’azzurro del cielo, il bianco delle nuvole e il giallo del sole. “Un orizzonte – spiega il questore Giancarlo Sant’Elia -. Un nuovo orizzonte per le vittime di violenza che, entrando nella sala, provano a lasciarsi alle spalle la loro sofferenza. Pura è stata la visione degli studenti dell’Orioli. Il loro lavoro mi ha commosso. È stata un’esperienza umana incredibile”.
La sala audizioni protette
La stanza audizioni protette si trova nella sezione della squadra mobile della questura. “È un luogo fondamentale – afferma il capo della mobile Alessandro Tundo -, perché la violenza di genere è una vera e propria emergenza. Pure nella Tuscia. Ho lavorato a Roma e a Palermo, e non mi aspettavo di trovare questi numeri anche a Viterbo. Le richieste di aiuto per abusi e maltrattamenti che ci arrivano da madri, ragazze e bambini sono continue”.
La squadra mobile
Il progetto testimonia ancora una volta l’attenzione della polizia di stato al contrasto alla violenza di genere. “Le vittime – prosegue Tundo – sono devastate emotivamente, fisicamente e psicologicamente. Non è semplice parlare di episodi che magari vanno avanti da anni, e spesso i racconti sono caratterizzati da pianti e silenzi. In questura, un luogo che a volte può anche inibire, serviva un ambiante che permettesse di creare un’immediata empatia e facesse aprire la vittima al racconto del suo calvario”.
Presentazione della sala audizioni protette
Accanto agli agenti della mobile sono tante le realtà che contribuiscono alla lotta alla violenza di genere. “Il centro Penelope e le scuole – ricorda Tundo – sono fondamentali, perché spesso fanno da sentinella. La procura, con il pool diretto dalla pm Paola Conti, ci è sempre vicina. La Asl è ormai parte integrante della nostra squadra, sopratutto per l’ascolto dei minori”.
Il questore Sant’Elia e il capo della squadra mobile Tundo
“La sala – conclude il questore Sant’Elia – è stata realizzata anche grazie a Unindustria, al club Harley-Davidson Viterbo Chapter Italy, alla concessionaria Harley-Davidson e all’associazione Fidapa”.
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