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Roma - Al Senato le comunicazioni del presidente del consiglio Draghi sul conflitto tra Russia e Ucraina: “Abbiamo risposto all'appello dell'Ucraina che chiede equipaggiamenti, armamenti e veicoli”

“Forza armate in stato di pre-allerta, pronti oltre 3400 militari italiani”

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Guerra in Ucraina - Draghi riferisce al Senato

Guerra in Ucraina – Draghi riferisce al Senato

Roma – ““Forza armate in stato di pre-allerta, pronti oltre 3400 militari italiani”. Il Cremlino deve abbandonare i suoi piani di guerra”. Al Senato, le comunicazioni del presidente del consiglio Mario Draghi sugli sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. 

“L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia – ha sottolineato Draghi – segna una svolta decisiva nella storia dell’Europa”.

Draghi ha sottolineato come siano state adottate sanzioni senza precedenti e contro la Russia serve un’azione ferma e decisa. Ribadita la vicinanza al premier ucraino. Ma nonostante la condanna, per il presidente del consiglio va tenuto comunque aperto un canale di dialogo con Mosca.

Solidarietà da parte di Draghi, del governo e degli italiani: “Al presidente Zelensky, al governo ucraino e ai cittadini dell’Ucraina. L’Italia non si volta dall’altra parte. È in corso un attacco a libertà e democrazia”

Draghi poi ha spiegato gli interventi del governo, anche per mitigare eventuali problemi d’approvvigionamento energetico, soprattutto visto il rischio di ritorsioni russe.

Poi le misure per ridurre la dipendenza dell’Italia dalla fornitura del gas. partendo da importazioni da altri fornitori, come Azerbaijan e Algeria o incrementi temporanei di produzione da centrali termoelettriche o a carbone senza aprire nuovi impianti e aumentare la produzione da energie rinnovabili.

“Non possiamo essere così dipendenti da altri paesi. ha sottolineato Draghi – ne va anche della nostra libertà. Al momento non ci sono segnali di un’interruzione delle forniture di gas. Ma è importante valutare ogni evenienza, visto il rischio di ritorsioni e di un possibile ulteriore inasprimento delle sanzioni. La diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico è un obbiettivo da perseguire indipendentemente da quello che accadrà alle forniture di gas russo nell’immediato. Non possiamo essere così dipendenti dalle decisioni di un solo Paese. Ne va anche della nostra libertà, non solo della nostra prosperità”.

Il nostro paese è poi in prima linea anche per l’accoglienza temporanea, con norme per gli sfollati ucraini in strutture. “Faremo senza riserve la nostra parte per garantire massima solidarietà”.

“Sono in stato di preallerta ulteriori forze già offerte dai singoli paesi membri all’Alleanza: l’Italia è pronta con un primo gruppo di 1400 militari e un secondo di 2mila unità. Ringrazio il ministro Guerini e tutte le forze armate per il loro impegno e la loro preparazione. Dopo il ruolo centrale che avete avuto durante la pandemia, l’Italia vi è di nuovo riconoscente – ha detto Draghi -. L’Italia ha risposto all’appello del presidente Zelensky che aveva chiesto equipaggiamenti, armamenti e veicoli militari per proteggersi dall’aggressione russa. È necessario che il governo democraticamente eletto sia in grado di resistere all’invasione e difendere l’indipendenza del paese. A un popolo che si difende da un attacco militare e chiede aiuto alle nostre democrazie, non è possibile rispondere soltanto con incoraggiamenti e atti di deterrenza. Questa è la posizione italiana, dell’Unione Europea, dei nostri alleati”.

“Ai cittadini italiani che sono preoccupati per le conseguenze di questo conflitto voglio dire che il governo è al lavoro incessantemente per contrastare le possibili ricadute per il paese – ha aggiunto il premier -. Il ministero dell’Interno ha emanato le direttive in merito alle misure di vigilanza, a protezione degli obiettivi sensibili. Per gli aspetti legati ai controlli di sicurezza dei rifugiati, il governo ha attivato tutti i meccanismi nazionali e di coordinamento internazionale per monitorare le potenziali minacce. È stato attivato un apposito nucleo per la cybersicurezza per condividere le informazioni raccolte e al suo interno è stato istituito un tavolo permanente dedicato alla crisi in atto”.

 


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1 marzo, 2022

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