Giuseppe Conte
Roma – “Dal M5s no all’aumento delle spese militari, Draghi non forzi la maggioranza”. Così Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle intervistato da Lucia Annunziata a ‘Mezz’ora in più’.
“Il M5s non pensa assolutamente in questo momento a una crisi di governo, però siamo la forza di maggioranza relativa e se si tratta di discutere un nuovo indirizzo faremo valere la nostra presenza – ha spiegato Conte -. Il governo non può forzare e si assumerebbe la responsabilità di porre in fibrillazione. Spero in una prospettiva di buonsenso. Se il governo non ci ascolta ci pone di fronte al fatto compiuto, è il governo che forza e non ascolta la forza di maggioranza relativa”.
“Di fronte all’instabilità di questo conflitto – ha aggiunto l’ex premier – non si può rispondere con una reazione emotiva e alcune spinte a un riarmo indiscriminato. Non possiamo distrarre risorse rispetto ai pilastri della sicurezza dei cittadini italiani, in questo momento di grande difficoltà economica e sociale, e investire fondi straordinari nel riarmo. Noi siamo assolutamente contrari. Non ho mai messo in dubbio che gli accordi presi con la Nato siano da rispettare ma la tempistica ipotizzata otto anni fa non può essere un dogma indiscutibile. Soprattutto i nostri alleati conoscono la sofferenza dell’Italia dopo due anni di pandemia, le difficoltà maggiori rispetto ad altri paesi. Noi possiamo su questo punto avere una curva che non ci porti a distrarre da spese necessarie per i cittadini”.
“Bisogna mantenere la massima concentrazione per la de-escalation. Tutti gli interventi siano orientati verso la soluzione politica, l’Italia deve premere per questo – ha proseguito Conte -. Ho chiesto di essere ascoltato al Copasir e mi hanno convocato subito sugli aiuti e la missione russa in Italia nel marzo 2020, durante la fase acuta della pandemia. Mosca ci ha offerto un aiuto e, in modo molto organizzato, ha mandato convogli che sono stati sempre e sagacemente accompagnati laddove abbiamo deciso noi che operassero. Ma noi non abbiamo rifiutato aiuti da nessuna nazione”.
“È un falso storico rileggere con gli strumenti dell’oggi i fatti di ieri. Poi ovviamente le minacce attuali che arrivano dalla Russia le respingiamo al mittente senza nessuna esitazione – ha quindi concluso -. Questo non significa uccidere il dibattito interno, ma poi deve esserci una sintesi e tutti devono remare nella stessa direzione. Se dopo aver preso una decisione si continua con i distinguo, si mina la nostra capacità di efficacia di azione politica”.
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