Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – L’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestalidella Provincia di Viterbo nella giornata del 14 marzo ha organizzato un seminario tecnico sulla coltura del nocciolo, dal titolo Nocciolo: tra sostenibilità e territorio. L’evento gratuito è stato un’occasione di confronto e divulgativa in cui addetti ai lavori hanno preso in esame la coltura del Nocciolo assumendo diversi punti di vista.
I lavori sono stati introdotti daRoberto Petretti, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Viterbo, che ha presentato l’iniziativa sottolineando l’importanza di un punto di vista tecnico in risposta al sempre crescente interesse verso la coltura del nocciolo.
Il presidente ha ricordato come il ruolo dei Dottori Agronomi e Forestali rimane centrale per la coltura e come il sostegno tecnico diventi un’opportunità da cogliere in relazione alla maturata esperienza ed alla sinergia che si è costruita nel tempo con gli imprenditori del settore.
Il Prof. Silvio Franco, dell’Unitus, ha introdotto il tema della sostenibilità, distinguendo tra impatti ambientali delle attività antropiche (proprie dei servizi e dell’industria) e la capacità di produrre impatti e sostenere gli impatti che hanno invece i sistemi agricoli attraverso la definizione dello strumento di un bilancio ecologico.
Nell’analisi condotta, l’agricoltura ed in particolare la corilicoltura ha un profilo di sostenibilità degli impatti generati dall’agricoltura, e produce un bilancio positivo nella Provincia. Tale risultato è però legato al profilo tecnico ed alla dimensione delle imprese agricole: imprenditori agricoli che coltivano grandi aree in convenzionale e imprenditori agricoli che coltivano secondo il metodo dell’Agricoltura Biologica (Reg. EU 848/18) hanno bilanci ecologici positivi, i piccoli imprenditori part time sembrano invece produrre delle risacche di insostenibilità, ovvero bilanci ecologici negativi.
Stefano Gasbarra ha invece presentato la recente pubblicazione “Appunti sulla corilicoltura e la sua filiera in Provincia di Viterbo”(disponibile su www.cefas.org) analizzando il profilo storico di coltivazione del nocciolo nella Provincia di Viterbo che a partire dal 1929 è stata censita come coltura agraria.
La spinta alla coltivazione del nocciolo nacque come necessità di colmare le carenze nutrizionali per la mancanza di cibo con le colture spontanee e di facile domesticazione.
L’analisi ha poi approfondito le misure politiche di sostegno pubblico all’intensificazione della coltivazione del nocciolo che a partire dagli anni 60 ha previsto una spinta di miglioramento in sostituzione delle colture erbacee (povere) o come riconversione dei castagneti da frutto attaccati dal mal dell’inchiostro.
Dagli anni 80 in poi le politiche di sostegno pubblico tramite gli strumenti di Politica Comunitaria hanno visto il supporto indirizzato verso la sostituzione dei mezzi meccanici. Tale cambiamento, coadiuvato dall’approfondimento di natura tecnica compiuto sul territorio e da una progressiva integrazione di filiera, ha visto anche il coinvolgimento degli operatori dell’industria alimentare che hanno investito nella coltivazione agricola del nocciolo.
Il profilo della gestionale della corilicoltura ha trovato nella formula societaria delle Cooperative un valido strumento per concentrare l’offerta e migliorare il potere contrattuale nei confronti degli intermediari e dell’industria. Anche oggi il settore vede nell’associazionismo (Organizzazione di Produttori) un elemento vincente e di confronto con l’industria alimentare. Il settore agricolo della nocciola, sul territorio della Provincia di Viterbo, produce 83 milioni di euro a questo si aggiunge un indotto di oltre 100 milioni di euro.
Donato Ferrucci ha presentato il volume “Dalla tecnica alla sostenibilità, strumenti di valorizzazione per la corilicoltura Viterbese”.
Durante la narrazione dei contenuti sono stati presi in esame i profili tecnici di interesse, un racconto condiviso di esperienze tecniche, accomunate dalla passione per una coltura così avvincente e importante per il territorio della Tuscia Viterbese, resa dai diversi autori del testo. Il lavoro ha inteso cristallizzare le tante riflessioni condivise circa il tema della corilicoltura con l’obiettivo di condividere le esperienze maturate nell’attività di consulenza.
La diffusione della coltura, la tecnica colturale, la difesa, la trasformazione, i sistemi di qualità certificati associati alla coltura, il profilo nutrizionale ed il profilo organolettico della nocciola sono stati trattati con approfondimento tecnico-divulgativo per rendere disponibili esperienze ed evidenze di come si possa declinare la consulenza sulla coltura in relazione ai molteplici stimoli che vengono dalle realtà produttive.
Infine, ha concluso i lavori il Bruno Cirica, che ha approfondito il tema dell’analisi organolettica. Tale relazione ha fornito lo spunto per comprendere come si realizza un’analisi organolettica del prodotto, definendone principi e caratteristiche di valutazione.
Sono stati presi in esame alcuni profili di valutazione organolettica legati alla Varietà Tonda Gentile Romana (Tgr), tipica dell’areale della Provincia ed è stato presentato il complesso di regole per la valutazione organolettica del Panel delle Nocciole della DOP Tonda Gentile Romana, supportato proprio dalle professionalità dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Viterbo.
Nella declinazione delle peculiarità organolettiche della Tgr, si è sottolineato il confronto con altre varietà ad alta attitudine industriale e contestualmente si è prospettato come, proprio dalle linee di ibridazione della Tonda Gentile Romana, possano trovare spazio nuove varietà di recente registrazione, che valorizzando le caratteristiche della TGR e ne limitino le vulnerabilità.
Al termine dei lavori, in considerazione della grande partecipazione, l’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Viterbo ha lanciato la proposta di ulteriori seminari tematici di approfondimento da organizzare nei prossimi mesi.
Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Viterbo
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