Viterbo – “Siamo in piazza oggi per ricordare le 118 vittime donne del 2021. 102 di loro sono state uccise in ambito familiare/affettivo. 70 per mano del partner o dell’ex partner”.
Viterbo – L’8 marzo in piazza
E la manifestazione organizzata oggi pomeriggio a piazza delle Erbe a Viterbo da una serie di sigle associative, sindacali, partitiche e universitarie per ricordata l’8 marzo, giornata internazionale delle donne.
”Siamo in piazza oggi per Ylenia Lombardo – hanno detto le donne di Kyanos – che diceva alla madre “Farò una brutta fine, verrete a mettermi i lumini” prima di finire massacrata a botte e bruciata a 33 anni nel suo appartamento. Ma anche per Clara Ceccarelli che viveva nell’angoscia e nella paura, tanto che a Genova aveva già provveduto a pagare il suo funerale, certa come mai che lui l’avrebbe uccisa. Lo ha fatto sì, con 100 coltellate 100. Siamo qui oggi, come ogni giorno, per ricordare ciascuna di loro”.
Viterbo – L’8 marzo in piazza
In piazza ci sono anche l’assessora regionale alle politiche sociali Alessandra Troncarelli, la segretaria generale del Pd di Viterbo, Manuela Benedetti, Massimo Erbetti del movimento 5 stelle, Francesco Boscheri dei Gr, Aucs, PerCorso e la Rete degli studenti. Con loro anche il collettivo Thomas Muntzer.
Viterbo – L’8 marzo in piazza
“L’8 marzo è una giornata che ci mette di fronte alle conquiste ottenute finora. Con tutta la strada che c’è ancora da fare – ha detto Troncarelli -. Nel 2022 non si può accettare una guerra dove vengono meno il diritto alla vita e alla libertà. L’8 marzo è invece il giorno del diritto alla vita e alla libertà per le donne e per tutti”.
Viterbo – L’8 marzo in piazza
In Italia, il tasso di occupazione maschile è superiore rispetto a quello femminile quasi del 20%, i posti di dirigenza di università, imprese, pubbliche amministrazioni o uffici giuridici sono quasi sempre appannaggio degli uomini. Il pay gap, la differenza salariale tra uomo e donna, è pari al 17,9%. In politica, le donne in parlamento sono il 35%. Secondo i dati Eurostat in Svezia sono il 47%, in Finlandia il 42%, in Belgio e Spagna il 40%.
“Oggi ci siamo – ha poi dichiarato Marta Nori di Kyanos – per far sentire la nostra voce indignata contro la discriminazione di genere, contro la violenza sulle donne e i femminicidi, contro le molestie nei luoghi di lavoro, contro la precarietà, contro l’obiezione di coscienza nei servizi sanitari pubblici, a difesa della legge 194, e per il diritto alla parità salariale.
Viterbo – L’8 marzo in piazza
Siamo qui per lanciare un appello all’azione per velocizzare l’uguaglianza di genere in ogni ambito sociale. La battaglia – ha concluso Nori – dev’essere di tutti, uomini e donne l’8 marzo ed ogni giorno”.
Daniele Camilli
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