Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Ieri, lunedì 28 marzo, siamo stati ospiti dell’azienda agricola di Marco Pancianeschi e suo figlio Simone, nei pressi di Grotte Santo Stefano.
Padre e figlio producono latte e ci hanno confermato le ormai tristi vicende del loro settore. Il latte è una punta di diamante del made in Italy/Tuscia e non lo scopriamo oggi. Ciononostante, i produttori combattono per la sopravvivenza.
Questo termine non è utilizzato con accezione meramente provocatoria, perché di vera sopravvivenza si tratta.
La Tuscia ha nella sua storia agricola una buonissima tradizione di latte e sentire che il rischio della chiusura di aziende storiche potrebbe diventare realtà concreta fa male. Molto male. Infatti, dalle campagne si comincia a sentire la stanchezza di anni di speranze svanite nel vuoto.
Tra le domande a cui dobbiamo rispondere, ce ne è una, come è noto, che racchiude i sacrifici e le grida dei produttori: quale è il prezzo giusto per il nostro latte? Indubbiamente, non è quello corrente.
E allora noi abbiamo un compito importante: ascoltare e costruire un’alternativa valida. L’agricoltura è di chi la fa e noi dobbiamo tenderle la mano. Ora o mai più.
Massimo Giampieri coordinatore provinciale FdI
Pietro Narduzzi responsabile prov. dip. Agricoltura FdI
Valerio Cerci responsabile dipartimento Ambiente
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