Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con Chiara Frontini ho scoperto la possibilità di agire con ideali comuni. Io e Chiara ci siamo incontrati su un terreno che vede come obiettivi concreti la solidarietà, la riqualificazione del centro storico di Viterbo, il bisogno da parte di noi cittadini di riprendere in mano il presente e il futuro della città e l’esigenza di un nuovo volto all’amministrazione che sia più vicina alle persone e alle esigenze dei quartieri e degli ex comuni dove tutti noi viviamo.
Una nuova vita per San Faustino, nuovi spazi condivisi per Santa Barbara, un nuovo volto per Prato giardino che deve essere il cuore verde della città, la rinascita culturale e un nuovo circuito condiviso che leghi agricoltura, enogastronomia e turismo: questi sono obiettivi prioritari e condivisi ai quali si deve guardare pensando a due temi di fondo che sono il lavoro e l’inclusione e che devono essere il filo rosso su cui si muove la nuova amministrazione della città.
Il punto, oggi, è se si vuole una Viterbo soffocata dalla cappa di interessi privati e di piccolo potere politico alla ricerca di equilibri tra bande politiche nazionali, o se si vuole una città ritrovata che sappia mettere in campo tutte le sue potenzialità e farsi forte della partecipazione dei cittadini e delle tante e variegate associazioni e realtà che nonostante tutto ancora vivono e operano a Viterbo.
Per questo scendo in campo con Chiara. Se non ora, quando? E se non ora chissà quando. Dovranno passare anni, molti anni, prima che torni una possibilità simile. Riprenderci Viterbo è oggi un obiettivo davvero a portata di mano.
E sarebbe bello pensare a un cartello di benvenuto a Viterbo che dica: Città dei papi, delle terme e dell’acquacotta.
Stefano Polacchi
Candidato in consiglio comunale per Chiara Frontini sindaco
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