Viterbo – I funerali di Roberto Joppolo
Viterbo – “Ricordiamo un uomo che ha onorato Viterbo con la sua arte. E se è vero che la bellezza salva il mondo, Roberto Joppolo con le sue opere ha contribuito a salvare il mondo”. È con queste parole che il vescovo Lino Fumagalli ha dato l’ultimo saluto all’artista Roberto Joppolo, tra le figure più importanti del panorama culturale italiano. Oggi pomeriggio, nella cattedrale della città, in piazza San Lorenzo, le cui porte sono state scolpite da Joppolo.
“La bellezza – ha proseguito Fumagalli – ci avvicina a Dio e ci aiuta nella fraternità, facendoci carico gli uni degli altri. Se contemplassimo di più la bellezza non distruggeremmo come oggi persone e cose. E immagino già l’opera che oggi avrebbe fatto Roberto. Un’opera dedicata alla pace”.
Nella cattedrale, tanti gli amici e le persone che lo hanno conosciuto durante la sua vita. Stretti attorno ai familiari. La moglie Maria Gabriella, i figli, Vittorio, Emanuele, Marina e Francesco, i nipoti e le sorelle Marcella e Diva.
Viterbo – I funerali di Roberto Joppolo
“La moglie Maria Gabriella – ha detto il vescovo – è stata sia compagna di vita sia compagna nell’opera artistica. Presente in tutti i lavori di Roberto Joppolo. Così come i figli che ora raccolgono la memoria del padre per lasciarla al futuro”.
Il riferimento è alla casa museo di Roberto Joppolo che alle porte di Viterbo conserva oltre mille opere dell’artista.
“Umanità, apertura, e desiderio di interpretare in forme nuove la complessità della vita e della realtà presente. Questa – ha aggiunto il vescovo – è stata la caratteristica principale dell’opera di Joppolo”.
Il vescovo ha poi ricordato le opere di Roberto Joppolo. Tra queste il “Mosaico dell’umanità, le splendide porte della cattedrale. La chiesa di Vejano. La macchina di Santa Rosa, Armonia celeste. Il tempietto marmoreo nella basilica della Quercia. La porta della basilica della natività a Betlemme, la Virgo prudentissima a Orte”.
“Roberto ha costruito e plasmato tante porte delle chiese. Ora si trova davanti alla porta più importante della vita, quella del cielo. Gli auguriamo con tutto l’affetto e la gratitudine che quella porta si apra per lui nello splendore della bellezza”.
“Adesso – ha concluso il vescovo Fumagalli – Roberto ci dice di condividere la sua fede che ha sostenuto la sua vita e ispirato la sua arte. Facendo del bene, l’unica cosa per cui saremo ricordati”.
Daniele Camilli
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