Sergio Mattarella
Roma – “Si fermino le armi, il pensiero va al coraggio delle donne ucraine”. Lo ha detto il presidente della repubblica Sergio Mattarella al Quirinale in occasione della festa della donna.
“La nostra responsabilità di cittadini, di europei, ci chiama oggi a un più forte impegno per la pace, perché si ritirino le forze di occupazione e si fermino le armi, perché sia ripristinato il diritto internazionale e siano rispettate le sovranità nazionali – ha detto il presidente della repubblica -. L’indifferenza di fronte all’arbitrio e alla sopraffazione è il peggiore dei mali. In gioco non c’è solo la libertà di un popolo ma la pace, la democrazia, il diritto, la civiltà dell’Europa e dell’intero genere umano”.
“Non è tollerabile, e non dovrebbe essere neppure concepibile – ha spiegato il capo dello stato – che, in questo nuovo millennio, qualcuno voglia comportarsi secondo i criteri di potenza dei secoli passati; pretendendo che gli stati più grandi e forti abbiano il diritto di imporre le proprie scelte ai paesi più vicini, e, in caso contrario, di aggredirli con la violenza delle armi provocando angoscia, sofferenze, morti, disumane devastazioni”.
“Va fermato subito, con decisione, questo ritorno all’indietro della storia e della civiltà – ha concluso Mattarella -. Opporsi oggi a questa deriva di scontri e di conflitti comporta dei prezzi; potrebbe provocare dei costi alle economie dei paesi che vi si oppongono ma questi sarebbero di gran lunga inferiori a quelli che si pagherebbero se quella deriva non venisse fermata adesso”.
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