Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Stabilizzazioni e assunzioni di nuovo personale a rischio nella Asl Viterbo.
Gli ultimi fatti accaduti, in particolare il blocco temporaneo delle assunzioni degli infermieri, ha fatto emergere gravi criticità amministrative della Asl Viterbo che mettono a rischio le stabilizzazioni e le nuove assunzioni di personale nelle diverse discipline del comparto.
Di particolare gravità la situazione del bilancio, che mostra lo sforamento del budget destinato al personale, come certificato dalla regione Lazio e paradossalmente negato dalla direzione aziendale. D’altro canto siamo abituati alla negazione di ogni evidenza, come quelle che relegano il nostro ospedale di Belcolle agli ultimi posti della classifica nazionale, malgrado i proclami, gli slogan propagandistici e le continue inaugurazioni con tanto di passerella con le solite comparse al seguito.
Sotto gli occhi di tutti il fallimento di questa amministrazione certificato dall’elevatissimo tasso di migrazione sanitaria e dalla prevalenza di extracomunitari tra i ricoverati, numeri coerenti solo con un ospedale umanitario.
La cattiva amministrazione si palesa sotto molti aspetti, le recensioni durissime sul social, i reclami, le istanze degli scriventi sindacati, i recenti casi di mobbing e il disagio del personale che rischia di non riceve la giusta tutela sul lavoro. È recente la notizia della sospensione delle visite per i professionalmente esposti a radiazioni ionizzanti e le difficoltà per tutto il resto del personale per la cronica carenza di esperti qualificati e medici competenti.
Solo per fare un esempio, una buona amministrazione effettuerebbe una ricognizione interna per verificare la presenza di personale con i requisiti necessari prima di cercare altrove. Osserviamo invece l’insano tentativo di assumere altro personale, seppure presso il dipartimento di prevenzione lavorano un medico con la qualifica di esperto qualificato formatosi a spese Asl, e un medico competente con incarico di alta specializzazione che si occupa inopportunamente di tabagismo, attività tipicamente e universalmente in carico al servizio dipendenze.
Per non parlare di alcuni picchi anomali di reddito che coincidono troppo spesso con i soliti sodali, tutti aspetti che andrebbero analizzati anche in altre sedi.
In tutto ciò, a farne le spese, il personale di prima linea del comparto che vede messo a rischio il proprio contratto di lavoro o in bilico la propria assunzione per evidenti e innegabili criticità amministrative gestionali.
Considerato che la nave sta affondando, mentre in amministrazione continuano a suonare i violini, si proclama l’immediato stato di agitazione del personale del comparto e si indice un sit-in per il 26 marzo dalle 10 alle 13 davanti alla Cittadella della salute cui seguirà una conferenza stampa.
Egidio Gubbiotto
Confael Lazio
Filippo Mario Perazzoni
Nursing up Lazio
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