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Lettere - Viterbo - Il commento di Renzo Salvatori

“25 aprile, nessun intervento delle istituzioni alla cerimonia al sacrario”

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Viterbo - Festa della Liberazione

Viterbo – Festa della Liberazione

Renzo Salvatori

Renzo Salvatori

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Alle 11,30 del 25 aprile ero a Viterbo, in piazza Martiri d’Ungheria, perché sapevo ci sarebbe stata la cerimonia ufficiale per la festa della liberazione.

In effetti era già installato un gazebo bianco dell’Esercito e si vedevano militari aggirarsi per i preparativi: amplificazione, stendardi, vessilli, e poi rappresentanza delle associazioni d’arma, picchetto d’onore interforze, gentile presentatrice militare. Quindi arrivano le autorità militari, molti ufficiali delle diverse armi, e civili: vice commissario prefettizio (in sostituzione del sindaco di Viterbo) con fascia tricolore, assessore rappresentante della regione, vice presidente della provincia con fascia azzurra.

Il brano del Piave avverte che la cerimonia sta per iniziare ed infatti subito dopo: “Picchetto attenti”, onori al prefetto di Viterbo. Musica dagli altoparlanti e il prefetto passa in rassegna, saluta e prende posto sotto il gazebo affianco a tutte le altre autorità che lo aspettavano e alle quali si è aggiunto nel frattempo il presidente dell’Anpi.

Viene annunciato che vengono deposte le corone: una sotto la lapide che ricorda i partigiani e l’altra al sacrario dei caduti. Gli squilli di tromba per l’attenti e il silenzio d’ordinanza trasmesso dall’amplificatore consentono a tutti i presenti di concentrarsi e riflettere sul momento che si sta vivendo e celebrando.

Quindi l’ufficiale comandante il picchetto armato dà l’attenti e di nuovo “onori al prefetto”, che se ne va. Segue l’annuncio della presentatrice con un laconico: “La cerimonia è terminata, sciogliete le righe”. E… tutti a casa.

Non una parola da parte del governo, della regione, della provincia, del comune.

Ma che festa è stata celebrata, mi chiedo, visto lo spiegamento di forze militari, istituzionali e la chiusura di uffici pubblici, scuole e attività civili?

Con i presenti ci si domanda: cosa sia questa novità del silenzio, hi ha deciso tali modalità e per quale motivo nessuna delle istituzioni pubbliche presenti, come avvenuto in tutti gli anni trascorsi, ha potuto esprimere un pensiero?

Grazie Enrico Mezzetti, presidente dell’Anpi, che ce lo hai spiegato prima dell’ufficialità con il corteo e la commemorazione. Si ricordava il 25 aprile, giornata festiva nella nostra nazione per la liberazione dell’Italia, di tutta l’Italia e di tutti gli italiani dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista.

Renzo Salvatori

 


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26 aprile, 2022

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