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Acquapendente - Oltre 20 giorni per consegnare un buono spesa a una famiglia, da qui la richiesta dei documenti

Accesso agli atti negato, la minoranza scrive al prefetto

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Acquapendente - Comune

Acquapendente – Comune

Acquapendente – Più di 20 giorni per consegnare un buono spesa da 50 euro, una famiglia lasciata senza sostentamento economico durante le feste e una richiesta di accesso agli atti negata. C’è posta per il prefetto Giovanni Bruno. Mittente, il gruppo consigliare di minoranza al comune di Acquapendente, lista insieme per cambiare – ovvero Federica Friggi, Alessandro Brenci, Domitilla Agostini e Valentina Sarti – che accusa il sindaco Alessandra Terrosi di “atteggiamento ostruzionistico”.

Da qui la segnalazione al prefetto, per verificare se il comportamento sia “in linea con i principi di legalità e trasparenza” e valutare “se vi siano violazioni normative e regolamentari commesse dall’amministrazione – scrivono – ai danni dei diritti dei consiglieri di minoranza e del ruolo che essi ricoprono”.

Tutto è partito da quel buono spesa da 50 euro, che l’ufficio servizi sociali ha consegnato dopo “più di 20 giorni – spiegano i quattro consiglieri – lasciando di fatto la famiglia bisognosa senza sostentamento economico in un periodo particolare come sono le feste natalizie”. Il sindaco avrebbe giustificato il ritardo con la grande mole di lavoro in carico all’ufficio, la minoranza ha quindi chiesto una relazione sull’attività dei servizi sociali nel mese di dicembre, per capirne l’entità ed eventualmente sollecitare un supporto per un settore così delicato.

La risposta non è ha trovato il gradimento dell’opposizione: per motivi di privacy i documenti non sono stati infatti consegnati, in compenso il sindaco si è mostrato disponibile a “un incontro informale – continuano i quattro consiglieri – sulle tematiche richieste”. Friggi, Brenci, Agostini e Sarti avrebbero anche accettato le carte con nomi e dati sensibili secretati, ma pure questa richiesta non sarebbe stata accolta.

Quest’ultimo passo risale al 19 febbraio scorso. Trascorsi 30 giorni senza ricevere risposte, hanno quindi scritto al prefetto, spiegando la situazione e allegando tutto il carteggio. E adesso aspettano che a prendere carta e penna sia Giovanni Bruno.


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13 aprile, 2022

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