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Cronaca - Il convegno organizzato a Viterbo dall'associazione culturale RinascimentiAmo

“Alla scoperta dei beni culturali ed ambientali di Carbognano…e di Giulia Farnese”

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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nei giorni scorsi, l’Associazione Culturale RinascimentiAmo ha organizzato a Viterbo il meeting Alla scoperta dei beni culturali di Carbognano, dove – presenti il sindaco di  Carbognano ed un folto ed attento pubblico, – sono stati comunicati  i risultati delle ricerche condotte da eminenti docenti universitari, relative al Castello e ad un territorio indissolubilmente legato alla figura di Giulia Farnese (sorella del cardinale Alessandro, futuro Paolo III).


Castello di Carbognano

Castello di Carbognano


Carbognano è il primo dei feudi dei Farnese sui Monti Cimini dove Giulia, tra il 1497 ed il 1500), si trasferirà e di cui sarà governatrice per circa un ventennio. Un Borgo piacevole e ricco di preziose testimonianze, ma tuttora pressoché sconosciuto, che diventerà protagonista delle iniziative promosse da un Comitato nazionale per le celebrazioni del V° centenario della morte di Giulia, di cui sarà chiesto il riconoscimento al Ministero della Cultura, ai sensi della legge 420/97..

All’inizio del convegno Simonetta Valtieri, presidente della Associazione, ha sintetizzato i risultati di uno studio condotto sull’architettura del castello (arricchito dalle ricerche negli archivi romani condotte da Enzo Bentivoglio), che hanno permesso di  individuare – nella torre circolare posizionata all’angolo e nel cammino di ronda merlato per le postazioni d’artiglieria – una fase tardo quattrocentesca di adeguamento della struttura più antica per difesa dalle armi da fuoco. Quando Giulia intraprese i lavori per risiedervi, all’esterno il castello era stato già ‘riadattato’ nella sua configurazione generale; fu però aggiunta per la difesa verso la valle la torre poligonale, in quanto quella circolare fu inglobata negli spazi ristrutturati ad uso residenziale. All’interno del castello gli ambienti del piano nobile destinati alla residenza furono coperti con volte lunettate su capitelli pensili, così anche quelli nel piano terreno, che presentano una analoga distribuzione. Agli interventi operati per Giulia va ascritta la decorazione con i graffiti delle pareti cortile, che in origine aveva una profondità doppia; il ridimensionamento è avvenuto con i lavori operati dalla famiglia Colonna, che ha modificato la scala del castello, in origine all’aperto, realizzando il corpo di fabbrica che contiene una nuova scala e occupa oltre metà dello spazio del cortile originario. Questa costruzione ha fatto scomparire la visione dei graffiti che chiudevano in alto il finto bugnato, dove è raffigurata una figura femminile, con la scritta IVLIA FARNESIA: l’unica immagine certa, seppur ‘sbiadita’ del volto di Giulia Farnese ‘la bella’.

In origine l’accesso dall’attuale piazza del Comune alla piazza superiore del borgo più antico e al castello avveniva attraverso un ponte levatoio. Sulle pareti esterne di questo fronte il nome di Giulia compare sulle finestre del piano nobile del castello, mentre le sottostanti sono state ingrandite nel Seicento dai Colonna.

Daniela Gallavotti Cavallero, già docente nell’Università della Tuscia, ha effettuato una descrizione degli stemmi dipinti nel piano nobile del castello, dove, soprattutto nella ‘camera’ di Giulia, trionfa la presenza degli unicorni, in un complesso programma iconografico che pare sottendere il riscatto di Giulia dalla sua vita giovanile con il nuovo corso di vita da lei intrapreso a Carbognano.

Sono state illustrate immagini relative alla Casa della Comunità, costruita agli inizi del Seicento su progetto dell’architetto Gaspare Guerra, proveniente da Roma, quando fu realizzata, all’interno della ‘torre dell’orologio’, una notevole scala a chiocciola che collega i vari piani, partendo dalla sottostante via di Santa Maria e arrivando a piazza Castello, dove si apre l’ingresso principale dell’edificio.  È stato messo in evidenza il particolare rapporto di Carbognano – dove è realizzata la prima chiesa dedicata San Filippo Neri – con gli Oratoriani, tramite il cardinale Orazio Giustiniani, che aveva chiamato nel 1630 presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, Fioravante Martinelli autore della prima monografia su Carbognano, edita postuma nel 1694.

Si è parlato delle chiese parrocchiali succedutesi nel tempo, della chiesa di Santa Maria, ricostruita da Giulia nel 1522 – ingrandendo una chiesa preesistente – ma rimasta incompiuta alla sua morte (1524), e della chiesa di Santa Maria in Valle, posta lungo un percorso proveniente da Roma.  Delle decorazioni che rivestivano le pareti di questa chiesa, finora nota solo per la presenza sopra l’altare, dell’affresco attribuito al Pinturicchio, o al Perugino, o al Pastura, coperte da una pitturazione successiva, ma di cui sono visibili alcuni lacerti, e del loro restauro ha parlato l’esperto di restauri antichi  Roberto della Porta, come pure della figura a ‘sgraffito’ presente sulla parete esterna, dietro il vano absidale.

Umberto Laurenti ha concluso l’incontro con un intervento che inizialmente ha evidenziato la grande rilevanza dei beni ambientali presenti nel territorio carbognanese, dove la natura intatta, i boschi di castagno e di querce, la ricchezza d’acqua, bilanciano egregiamente la tendenza, pur giustificata dall’alta qualità, alla predominanza della monocoltura corilicola. Indubbiamente Carbognano può aspirare a diventare meta di un nuovo turismo consapevole ed amante del bello, delle radici culturale e della natura, grazie a Giulia Farnese, che lì visse per almeno 20 dei suoi 50 anni di vita, mostrando insospettate doti come imprenditrice agricola, riferimento istituzionale dell’intero territorio farnesiano della Tuscia, e guida accorta della comunità locale, occupandosi del Castello e delle chiese, e disegnando il Borgo, con la conformazione e le dimensioni che resistono ancora oggi,  ed i luoghi della vita comune, quali le strade, i vicoli, le piazze e le fontane, le stalle ed i forni, l’acquedotto, conservando anche i beni culturali preesistenti: etruschi, romani, medievali.. Leggendo il racconto della sua vita, depurata del ruolo di amante papale e dei pettegolezzi, ci rendiamo conto che il suo attivismo protofemminista determinò la fortuna della sua famiglia e quindi l’esistenza di innumerevoli capolavori a Caprarola, Roma, Parma, Napoli.

Queste le motivazioni con le quali Laurenti ha annunciato l’intenzione di lanciare, insieme alla Associazione RinascimentiAmo, alcune iniziative in vista delle celebrazioni del V° Centenario della morte di Giulia Farnese la Bella (marzo 2024): creazione di un Comitato Scientifico; partenariato con Università, Enti, Associazioni non profit, Imprese locali; creazione di una Rete dei 20 Borghi Farnesiani della Tuscia, per poter interloquire con tutte le città italiane ed europee dove esistono testimonianze monumentali, artistiche, archivistiche e storiche della straordinaria e plurisecolare vicenda della famiglia Farnese.

Associazione RinascimentiAmo
Presidente Simonetta Valtieri
Vicepresidente Umberto Laurenti 


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2 aprile, 2022

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