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Viterbo - La segretaria provinciale di Confael sanità Alessandro Stella: "Infermieri, medici e operatori socio sanitari sono esausti, serve un tavolo con l'Asl"

“A Belcolle gravissime carenze di personale, ma si fa finta di non vedere…”

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Viterbo - Belcolle

Viterbo – Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La presente missiva, che indirizziamo alla direzione strategica della Asl di Viterbo, al prefetto di Viterbo, alla procura della Repubblica di Viterbo, all’ordine delle professioni infermieristiche di Viterbo, al presidente della regione Lazio ed all’assessore alla Sanità della regione Lazio con l’auspicio di ricevere urgente riscontro, si rende necessaria per denunciare la gravissima insufficienza di personale infermieristico e sociosanitario e le condizioni lavorative oltremodo lesive della dignità morale e professionale dei lavoratori al presidio ospedaliero di Belcolle, hub di riferimento per i cittadini di Viterbo e provincia (317mila persone circa).

Questa grave carenza di personale interessa pressoché tutte le articolazioni della sanità pubblica viterbese, non solo i servizi e i reparti di cui abbiamo, da troppo tempo ormai, denunciato l’emergenza (esempio emblematico ne è il reparto di cardiologia), ma anche nei reparti dedicati all’assistenza a malati che risultano positivi al tampone per la rilevazione del SarsCov-2.

Qui la drammatica situazione è sotto gli occhi di tutti, eppure si fa finta di non vedere o non si vuole vedere: infermieri, medici e operatori socio sanitari sono esausti, logorati da ore e ore di lavoro in condizioni estreme e in un numero non sufficiente, tale da rischiare quotidianamente di compromettere i normali livelli di assistenza e stremati dal continuo proliferare di problematiche legate a stress psico-fisico lavoro correlato, causato dall’insufficienza organica, dal demansionamento di infermieri e Oss, dalla continua riorganizzazione dei servizi e dei processi sanitari all’interno dell’ospedale. A tal proposito segnaliamo nuovamente come non siano stati ripristinati servizi essenziali come la degenza ematologica e la degenza ortopedica.

Se tutto ciò non fosse già abbastanza grave, aggiungiamo che oggi sarà nuovamente sospesa la degenza di week surgery e anche gli interventi chirurgici programmati subiranno un’ennesima decisa contrazione.

Queste riorganizzazioni dei servizi sanitari e dei reparti ospedalieri, contrazioni e sospensioni arbitrariamente decise dalla direzione strategica dell’Asl di Viterbo ancora oggi, nonostante il termine dello stato di emergenza sanitaria, sono tutt’ora poste in essere per organizzare l’accorpamento dei posti letto secondo il criterio della positività al tampone per la rilevazione del Sars Cov-2. Ad oggi sono oltre 86 i posti letto occupati da malati di varia natura ed entità ma che positivi al tampone e quindi ospitati in questi grandi reparti ma assistiti da poco personale, sovraccaricato, demansionato, mortificato e ormai esausto.

Ci appare chiaro, quindi, che se non si riuscirà a correggere questo andamento potrà verificarsi un repentino decadimento della qualità generale dei servizi sanitari forniti dal servizio sanitario locale, considerando anche i prossimi tagli del personale (a 70 tra infermieri e Oss non sarà rinnovato il contratto di lavoro) e la già gravissima situazione delle lunghissime liste di attesa che non potrà che subire un ulteriore rallentamento.

Chiediamo agli organi competenti della regione Lazio e alla direzione strategica dell’Asl di Viterbo di provvedere con la massima solerzia a porre in essere misure correttive relativamente alle criticità da noi esposte e in essere da ormai troppo tempo, poiché questa cronica e sempre più grave insufficienza di personale costituisce la più importante condizione di rischio per la potenziale verificazione di episodi di errore sanitario ed eventi avversi.

Servirebbe subito procedere con le stabilizzazioni del personale attualmente contrattualizzato e costruire procedure finalizzate al reclutamento del personale Oss, medico e infermieristico a tempo indeterminato. A tal proposito, al presidente della regione Lazio e all’assessore alla Sanità della regione Lazio chiediamo delucidazioni in merito a una procedura concorsuale pubblicata in Gazzetta ufficiale (26 settembre 2019 Burl numero 78 – supplemento numero 1) dedicata al reclutamento di personale infermieristico per cui l’Azienda di Viterbo avrebbe avuto riservate 80 unità, e da cui la regione ha incassato regolarmente i soldi per la tassa di partecipazione dalle migliaia di candidati che hanno presentato domanda.

Con la presente, la scrivente organizzazione sindacale rivolge un accorato appello a tutte le altre sigle sindacali che rappresentano i lavoratori della Asl di Viterbo a condividere questa nostra legittima e oggettiva rimostranza, al fine di tutelare la professionalità e la dignità dei lavoratori e contribuire di conseguenza a migliorare i servizi sanitari erogati alla comunità.

Chiediamo la disponibilità al prefetto di Viterbo a concordare un tavolo di concertazione con le sigle sindacali che rappresentano i lavoratori della Asl di Viterbo e l’Opi di Viterbo e la direzione strategica dell’Azienda sanitaria locale.

Auspichiamo un celere riscontro e ci rendiamo come sempre disponibili ad eventuali chiarimenti.

Alessandro Stella
Segretario provinciale Confael sanità


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21 aprile, 2022

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