Viterbo – “Per un Ramadan eco-sostenibile”. E’ il titolo della guida scritta da Kamran Shezad e tradotta da Manuel Olivares di Fabrica di Roma che da oggi all’inizio di maggio accompagnerà il Ramadan di molti musulmani, anche nel Viterbese. Nel capoluogo sono circa 2 mila i musulmani. Oltre 7 mila in tutta la Tuscia.
La guida è stata pubblicata Bahu Trust, organizzazione islamica inglese di ispirazione sufi e ambientalista che lavora in sinergia con il Muslim Council of Britain (Mcb) in Inghilterra, un’organizzazione che coinvolge oltre 500 organizzazioni islamiche inglesi tra moschee, scuole, organizzazioni di beneficenza e network professionali.
Viterbo – La comunità islamica della Tuscia
“Il Ramadan – spiega Olivares – è il mese in cui si pratica il digiuno (Sawm), dall’alba al tramonto, in commemorazione della prima rivelazione del Corano al Profeta Muhammad. Oltre ad astenersi dal cibo i musulmani praticanti, durante il Ramadan, si astengono, dall’alba al tramonto, dal fumo e dai rapporti sessuali, cercando di avere un comportamento il più possibile aderente alle prescrizioni coraniche e della Sunna. La sera, venendo a mancare le astensioni di cui sopra, è tradizionalmente un momento di festa oltre che di preghiera. Si cena spesso insieme in case private, moschee e in spazi all’aperto. Si vive una convivialità che, tuttavia, si presta spesso a diversi sprechi e all’abuso di materiali non ecologici come la plastica”.
Gli orari del Ramadan 2022
La guida è suddivisa in 5 aree tematiche: cibo, gestione dei rifiuti, conservazione dell’acqua, trasporti e beneficienza.
Viterbo – La comunità islamica della Tuscia – Il Corano
Cibo. “Non eccedete nel comprare – spiega la guida – il Ramadan non ha nessuna attinenza con il quantitativo di cibo che possiamo mangiare durante l’iftar. Mangiate in maniera semplice e frugale. Siate consapevoli di tutte le operazioni di marketing e delle tecniche pubblicitarie utilizzate per condizionarvi a comprare più del necessario. La commercializzazione del Ramadan è ora una regolare ricorrenza come accade, del resto, per il Natale, la Pasqua e le altre festività religiose. Utilizzate l’opportunità del Ramadan per provare nuovi piatti vegetariani e una dieta basata su cereali, datteri, acqua, latte, miele, frutta e verdura. Provate infine a mangiare cibo prodotto a livello locale che è, sicuramente, maggiormente sostenibile da un punto di vista ambientale, non foss’altro perché è a chilometro zero. E’ anche un modo per supportare i piccoli imprenditori del vostro territorio”.
Viterbo – La comunità islamica della Tuscia
Gestione dei rifiuti. “Valutate attentamente – prosegue la guida per un Ramadan eco-sostenibile – il quantitativo di plastica che vi serve quando state organizzando un iftar. Le fonti primarie di plastica sono le più importanti in relazione al vostro messaggio di riduzione dei rifiuti nel corso di un iftar in quanto possono fare, visivamente, la differenza. In questo modo potete dimostrare che un iftar al netto della plastica è possibile. Pensate anche alle possibili alternative alla plastica per gli stessi usi, di modo da poter arrivare al punto di poter eliminare il suo utilizzo”.
Viterbo – La comunità islamica della Tuscia
Conservazione dell’acqua. “Chiudete il rubinetto – sottolinea la guida – mentre vi lavate i denti dopo suhoor e dopo l’iftar. Durante il Ramadan è facile trovare in moschea bottiglie di plastica ancora mezze piene di acqua che le persone addette alle pulizie debbono provvedere a rimuovere. Provate a non lasciarvi bottiglie di plastica alle spalle e fate uno sforzo per finire l’acqua che vi è contenuta. Scegliete di portare con voi, in moschea, bottiglie che non siano monouso. Ad esempio le borracce. Fate wudu (abluzioni rituali prima della preghiera) solo quando necessario e siate consapevoli dell’acqua che può essere sprecata. Aprite il rubinetto solo parzialmente per evitare un eccessivo flusso idrico”.
Viterbo – La comunità islamica della Tuscia
Trasporti. “Impegniamoci – spiega la guida scritta da Shezad e tradotta da Olivares – a utilizzare la macchina di meno durante il mese di Ramadan. Nella stessa misura in cui ci asteniamo dal cibo e dall’acqua, è un atto di ibadah (servizio). Prendiamoci questo impegno per la salvaguardia della salute delle altre persone. Esploriamo la fattibilità di altre forme di trasporto, ad esempio quello pubblico o la bicicletta per percorrere brevi distanze”.
Celleno – La preghiera
Beneficenza. “Le vostre azioni – conclude la guida – sono tanto importanti quanto il donare dei soldi. Riflettete sul vostro stile di vita e provate a ridurre il consumo di cibo, trasporto, energia e di altre risorse. Fate questo con l’intenzione di preservare l’ambiente che, a sua volta, se ben tutelato, si prende cura dei poveri nel mondo. Questo stesso è un atto di ibadah (servizio). Considerate di fare beneficenza presso quelle organizzazioni che promuovono progetti che affrontino il degrado ambientale e il cambio climatico o che aiutino coloro che ne sono particolarmente penalizzati. Considerate infine di piantare un albero durante il mese di Ramadan. Gli alberi offrono riparo, cibo, medicine e risorse. Puliscono l’aria dall’inquinamento e regolano la temperatura negli ambienti urbani. Hanno un ruolo cruciale per la qualità della vita umana e per il benessere ambientale delle nostre comunità. ‘Non c’è nessuno tra i musulmani che piantino alberi o semi da cui mangino poi uccelli o altri animali che non venga considerato un benefattore'”.
Daniele Camilli
– Guida per un Ramadan eco-sostenibile
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