Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – Sabato 23 aprile il vescovo diocesano, Romano Rossi, nel corso della celebrazione liturgica, conferirà l’ordinazione al ministero del presbiterato al diacono Andrea Urbani, con l’imposizione delle mani e il dono dello spirito.
La grande preghiera di benedizione esprimerà il senso e la portata: Dio prende possesso di questo ragazzo e lo invia nel mondo, nel servizio della parola, dell’eucaristia e della carità. Andrea, ha risposto alla chiamata con un sì, convinto del dono gratuito di Dio, e noi ci sentiamo riconoscenti al signore per questo dono dello spirito che dà energia “nuova” al servizio della chiesa e del mondo.
Andrea, attratto dall’idea di una indipendenza economica decise di arruolarsi volontario negli Alpini, come ricorda: “La caserma e le sue regole, la disciplina e la lontananza dagli affetti, così come gli inverni rigidi del nord e le alpi giulie, divennero ben presto la mia seconda casa, la mia prima vera scuola di vita. Dentro quella mimetica, legato a terra dagli anfibi logori della prima vestizione, si susseguivano all’impazzata i sogni di un giovane ragazzo con lo zaino sulle spalle e un fucile in braccio. Dentro di me si faceva sempre più spazio la ricerca di qualcos’altro. Fu così che sentii il bisogno irrefrenabile di riavvicinarmi a quella sconosciuta che tutti chiamavano chiesa. Furono quei pochi passi che mi salvarono la vita”.
Sentirsi “chiamati” da Dio significa allora riconoscersi nella propria storia, che è anzitutto storia di salvezza. “Così ho cominciato il mio percorso in seminario, un tempo di discernimento e che il 23 aprile si realizzerà con la mia ordinazione a sacerdote”.
La chiamata al sacerdozio è un dono e un impegno come risposta, perché è l’affidarsi, senza condizioni, e fidarsi del signore a una vocazione specifica, al sacerdozio sacramentale, in un rapporto sponsale con una persona: Gesù Cristo. Un sì all’eucaristia dono di grazia, un amen totale al corpo di Cristo immolato per la nostra salvezza, per diventare “pane” per gli altri e per fare della propria vita una icona al servizio dei fratelli.
La vocazione è un mistero d’amore, ma è anche un dono di cui meravigliarsi e benedire. Oggi, la nostra comunità diocesana è in festa e vede esaudita la sua incessante preghiera per le vocazioni, non possiamo che gioire e continuare a pregare affinché il Signore mandi altri operai alla sua messe. Il sacerdozio nella sua missione trova la sua fonte generatrice proprio nella preghiera e nella contemplazione del mistero di Cristo.
Diocesi di Civita Castellana
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