Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Con la consegna degli attestati di partecipazione si è chiuso nella splendida cornice dell’Orto Botanico “Angelo Rambelli” di Viterbo il corso “Erborando 2022”, iniziativa che ha registrato la presenza di quaranta partecipanti, rappresentati sia da studenti universitari che da appassionati dell’antica tradizione nell’uso delle piante spontanee commestibili.
L’Orto Botanico svolge da circa trenta anni attività di ricerca, didattica e divulgazione e promuove la conoscenza e il rispetto della natura, organizzando eventi, seminari, corsi tematici e mostre rivolti a tutti coloro che amano o vogliono approfondire le proprie conoscenze del mondo vegetale. Tra i corsi che negli ultimi anni hanno riscosso maggiore successo c’è proprio quello per il riconoscimento di piante selvatiche per finalità alimentari, noto come “alimurgia” o “etnobotanica”. L’uso delle piante alimurgiche, nato nel Settecento per sopperire alla scarsità di cibo dovuta alle carestie, sta oggi ritornando in auge anche come forma di alimentazione a costo zero, semplice e genuina, che consente di rispolverare antichi saperi e sapori seguendo la moda del “foraging”.
“Erborando 2022”, la cui prima edizione a cura della Professoressa Anna Scoppola risale al 2008, si ha avuto luogo presso l’Università degli Studi della Tuscia nei fine settimana dall’11 marzo al 9 aprile 2022. Il corso, tenuto dalla dottoressa Monica Fonck, dalla dottoressa Sabrina Tempesta e da Giorgio Chioccia, si è articolato in nove incontri ed ha alternato lezioni teorico-scientifiche in aula ad uscite tra i campi per applicare quanto appreso: come ogni anno era rivolto a tutti, da neofiti, agli studenti, ai raccoglitori occasionali o anche ai semplici curiosi desiderosi di approfondimenti.
In un clima che ha bilanciato efficacemente sapere scientifico e piacevole convivialità i partecipanti hanno avuto l’opportunità di imparare a riconoscere le principali erbe spontanee commestibili esistenti sul territorio della Tuscia, raccogliendo e condividendo consigli sul loro uso in cucina ed arrivando a distinguerle con certezza dalle specie tossiche. I discenti hanno effettuando insieme ai docenti, con professionalità ed entusiasmo, un viaggio nel mondo verde delle piante selvatiche commestibili: tra lezioni teoriche e passeggiate per campi incolti, margini di sentieri ed oliveti.
La giornata conclusiva presso l’Orto Botanico si è aperta con una prova pratica di riconoscimento delle specie studiate durante il corso ed è stata seguita dalla consegna degli attestati ai singoli partecipanti effettuata dal Giuseppe Colla, Direttore dell’Azienda Agraria “Nello Lupori” dell’Università della Tuscia: in tale occasione Colla ha sottolineato il crescente seguito e successo del corso e la sua importanza quale strategia per contribuire ad una maggiore conoscenza e valorizzazione della biodiversità viterbese. Il corso si è, quindi, concluso con uno spettacolo di cucina e con la degustazione di un ottimo “pasto selvatico” preparato dallo chef Riccardo Gerlini di Latera, che ha messo tutti d’accordo su gusto ed utilità di quanto appreso durante le lezioni.
Il corso si è, quindi, riconfermato essere una splendida maniera per riscoprire insieme tradizioni e sapori antichi di una terra ricca come la Tuscia: un’occasione per stare a contatto con la natura in sicurezza e apprezzarne i frutti, contribuendo ad essere gli artefici di un cambiamento possibile.
Università degli studi della Tuscia
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