Viterbo – Giovanni Arena a rapporto da Tajani. Il numero due di Forza Italia riuscirà a far desistere l’ex sindaco dal candidarsi col centrosinistra, nella lista di moderati a sostegno di Alessandra Troncarelli (Pd)?
Il primo cittadino, sfiduciato dalla sua stessa maggioranza azzurri esclusi, pareva molto convinto della scelta presa, ma si sa, al cuor e al partito non si comanda.
Dopo decenni in FI, la sua non è una decisione di quelle che si prendono a cuor leggero e non priva del rischio ripensamento. Accadrà? Difficile dirlo, molto dipenderà da quanto Tajani avrà da dirgli e magari da proporgli.
Per il resto, l’incontro di ieri è stato interlocutorio. Altri se ne dovranno organizzare, per capire se i vari Micci o Lotti rientreranno nella grande casa azzurra o meno.
Su questo, Francesco Battistoni sarebbe stato molto chiaro, sostenendo che Forza Italia è nel centrodestra, quindi, per la proprietà transitiva, chi è di Forza Italia è di centrodestra.
Un’ovvietà che assomiglia tanto a un ultimatum. La posizione del partito è chiara, chi non la segue si chiama fuori.
Non pare che ci siano stati grossi sussulti. La questione identità del partito, Battistoni l’ha messa sul tavolo, richiamando tutti al rispetto. È la linea di Roma. Resterà da vedere se fino a Viterbo rimarrà tale.
Quel che resta del centrodestra, FI, Lega e Fondazione, continuano nell’incertezza. Se non si sa chi ne farà parte e chi no, rimane ancora più difficile comprendere quale potrà essere il candidato sindaco.
Giulio Marini per Forza Italia è stato proposto, Claudio Ubertini (Lega) resta sul tavolo. Può essere tutto e l’esatto contrario, ma prima vanno costruite le fondamenta.
Intanto, a proposito di candidati a primo cittadino, qualcuno nel centrodestra si domanda come mai Fratelli d’Italia non dichiari in modo formale, con un incontro o una conferenza stampa, Laura Allegrini.
Formalizzata via comunicato, l’ex assessora ha raccolto finora tre liste a suo sostegno, compresa quella FdI. Ma c’è chi vorrebbe questo ulteriore passaggio.
Forse per convincersi che sarà davvero lei a correre per il partito di Giorgia Meloni, distaccatosi dagli altri, o chissà per quale altro motivo.
Nel centrosinistra, poi, continua a tenere banco la grana Azione – M5s. Carlo Calenda non concede il suo simbolo per trovarselo accanto a quello pentastellato.
Dopo il botta e risposta a distanza tra Francesco Serra (Pd) e Massimo Erbetti (M5s), pare che si stia lavorando a una soluzione che eviti di escludere una delle due liste.
Giuseppe Ferlicca
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