Roma – “Il 25 aprile, pietra angolare della nostra storia, rappresenta la riconquista della libertà e della democrazia grazie ai partigiani, ai militari e alle truppe alleate. E’ importante ricordare il sacrificio di tanti carabinieri che proprio a Roma hanno scritto le pagine più belle dell’impegno dell’Arma nella guerra di liberazione dal nazifascismo”.
Così in una nota Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della regione Lazio.
“Appena occupata la capitale, il generale Himmler ordinò al colonnello delle SS Herbert Kappler, di catturare e deportare gli ebrei romani. Occorreva però prima neutralizzare i carabinieri di cui i nazifascisti erano certi che avrebbero sabotato l’operazione.
Fu per questa ragione che il 6 ottobre 1943, il ministro della Difesa della repubblica sociale italiana, Rodolfo Graziani, ordinò il disarmo dei carabinieri in servizio nella capitale. Furono catturati oltre 2mila 500 carabinieri in servizio nella capitale e deportati nei lager nazisti. Dopo aver eliminato la minaccia proveniente dall’Arma, otto giorni dopo, all’alba di sabato 16 ottobre 1943 i tedeschi rastrellavano il ghetto di Roma.
Tanti gli episodi eroici dei carabinieri alla difesa di Roma, da porta San Paolo alla Magliana, da Monterotondo ai 12 militari dell’Arma fucilati alle fosse Ardeatine senza dimenticare il vice brigadiere Salvo D’Acquisto che a Torre Palidoro si era assunto, pur innocente, la paternità di un presunto attentato contro i nazisti, offrendo la propria giovane vita pur di sottrarre alla rappresaglia nazista quella di 22 suoi concittadini. Nel frattempo, sia la polizia fascista, sia gli stessi tedeschi, continuavano la caccia ai carabinieri.
All’indomani dell’annuncio dell’armistizio fu costituito a Roma il fronte clandestino di resistenza dei carabinieri comandato dal leggendario generale Filippo Caruso.
Il generale Caruso poté disporre di circa seimila uomini tra ufficiali, appuntati e carabinieri. Altri mille vivevano alla macchia in Roma e nella periferia della capitale mantenendosi in contatto con molti degli elementi organizzati. La loro azione si caratterizzò per l’attivazione di centri informativi allo scopo di controllare costantemente l’azione dei tedeschi e per l’organizzazione di azione di guerriglia che andavano dall’interruzione di linee ferroviarie, strade e ponti passando per il taglio dei cavi elettrici e telefonici. Il generale Caruso, tra i pochi sopravvissuti alle torture subite a via Tasso venne poi decorato della medaglia d’oro al valor militare.
Dobbiamo anche al coraggio e alla generosità dei tanti uomini con gli alamari la sconfitta del nazifascismo e la nascita della repubblica democratica con la promulgazione della costituzione ai cui principi è ancorata l’azione quotidiana dell’Arma dei carabinieri. Ricordarlo nelle celebrazioni del 25 aprile significa trasmettere ai più giovani la grandezza della resistenza e la gratitudine nei confronti di tutti gli uomini e le donne che hanno combattuto per la libertà e la democrazia”.
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