Da sinistra: Enrico Panunzi, Massimiliano Smeriglio e Giulio Curti
Viterbo – “Unione Europea non è sinonimo di Nato. Vogliamo stare dentro l’Alleanza Atlantica, ma bisogna anche capire quale è lo spazio di agibilità dell’Ue”. L’europarlamentare Massimiliano Smeriglio del gruppo Socialisti democratici oggi pomeriggio allo Spazio attivo di Lazio innova a Valle Faul a Viterbo per discutere di politiche comunitarie. Assieme a Smeriglio anche il consigliere regionale Enrico Panunzi e il coordinatore dello Spazio attivo Giulio Curti. In sala i dirigenti territoriali del Partito democratico. Con loro, anche il segretario generale di Azione, Giacomo Barelli e Filippo Rossi della Buona destra.
Massimiliano Smeriglio
”La Nato – ha aggiunto Smeriglio – è un’alleanza militare difensiva tra Europa e mondo anglosassone. Ma Ue non è sinonimo di Nato. L’Ue ha invece una grande responsabilità: battere un colpo, economico e politico. Battere un colpo per rivendicare la propria autonomia. Altrimenti rischiamo di essere un vaso di coccio tra vasi di ferro. E questo impatta sulla nostra economia e sulla nostra società”.
Che fare quindi per rivendicare la propria autonomia rispetto alla Nato e svolgere un ruolo di primo piano nel contesto geopolitico internazionale?
“Abbiamo innanzitutto bisogno di una difesa comune – ha spiegato Smeriglio -. Ma questo non significa aumentare le spese militari. Oggi abbiamo 27 eserciti. Sono tanti. Ma quanti sono in grado di andare a combattere una guerra novecentesca come quella che si sta aviluppando in Ucraina?”
L’incontro sulle politiche comunitarie allo Spazio Attivo
”Abbiamo poi bisogno di razionalizzare le risorse militari. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno 27 mila carri armati, l’Ue ne ha invece 17 mila. Ne abbiamo di meno ma costano di più. E questo succede perché ogni stato europeo ha un suo proprio esercito”.
Per l’europarlamentare vanno anche cambiati i trattati.
“Ha ragione Letta – ha commentato Smeriglio – quando dice di fare un salto in avanti sulla difesa comune e sul piano dei trattati. Nel 2014 abbiamo avuto tra le mani le sanzioni contro la Russia subito dopo l’invasione della Crimea. Le sanzioni non hanno avuto un seguito perché Cipro ha messo il veto. Un piccolo paese che in quel momento ha deciso la politica europea. L’unanimità non funziona più, soprattutto di fronte a paesi sempre più autocratici. Anche stati alleati come la Turchia. Noi difendiamo la democrazia, ma proprio per questo dobbiamo rendere più efficaci le regole. Altrimenti l’Europa diventa un mondo vecchio che rischia di essere travolto”.
Modifica dei trattati europei che per Smeriglio deve riguardare anche i flussi migratori.
Enrico Panunzi
“Abbiamo avuto una reazione popolare molto bella di fronte alla fuga della popolazione ucraina dai bombardamenti – ha sottolineato Smeriglio – ma non possiamo costruire uno stato di eccezione rispetto agli ucraini diverso da altri scenari. Questo è inaccettabile. Dobbiamo invece costruire un meccanismo che non sia discriminante. Un’accoglienza differenziata sarebbe un disastro. L’Europa o è uno stato di diritto oppure non è. Dobbiamo evitare che la guerra si mangi tutto costruendo uno stato di emergenza che potrebbe far perdere all’Europa la propria anima democratica per la quale ci siamo battuti”.
Ad intervenire anche il consigliere regionale Enrico Panunzi. “Uno dei mali della democrazia – ha sottolineato – è la legge del 2001 che ha garantito l’esito elettorale prima di fare le elezioni. Il porcellum. Uno dei nodi fondamentali della democrazia è rendere conto del proprio mandato ai cittadini. Ma questo, più si sale di livello, più viene meno, lasciando spazio a derive democratiche come il qualunquismo”.
Giulio Curti
Per quanto riguarda invece l’Unione Europea, “il suo ruolo – ha detto Panunzi – in questi due anni è profondamente cambiato. Da matrigna è diventata amica, grazie anche al Pnrr. Una sfida fondamentale che porterà sul territorio tantissime risorse che richiedono una progettazione efficiente e all’altezza della situazione. Così come, a parti inverse, è altrettanto fondamentale che ci sia certezza nei tempi di pagamento. Per evitare contraccolpi negativi importanti sul territorio”.
Daniele Camilli
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