Assisi – (s.c) – Tantissimi i viterbesi che ieri hanno partecipato alla marcia della pace Perugia-Assisi insieme alle altre diverse decine di migliaia di persone. Sveglia con il buio, un paio di ore prima dell’alba, e poi subito partenza alla volta di Perugia.
Un’organizzazione ormai collaudata in ogni minimo particolare, quella messa in piedi dalle autorità umbre, all’interno del territorio che va da Perugia ad Assisi, passando per Ponte San Giovanni, Ospedalicchio e Bastia Umbra, fino a Santa Maria degli Angeli. Un percorso di circa 24 chilometri, nel rispetto delle normative anti Covid, in cammino per costruire tutti insieme una vera società contro tutte le guerre, aperta, inclusiva, solidale e accogliente.
La marcia per la pace Perugia-Assisi
Per una nuova cultura non violenta basata sul rispetto della dignità di tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili.
Un’iniziativa straordinaria, quella di ieri domenica 24 aprile, che questa volta ha lo scopo di manifestare contro la guerra in Ucraina e anche contro quelle che fanno stragi in Yemen, Libia, Siria, Etiopia, Afghanistan, Palestina e così via.
Tutti in cammino, senza distinzione di sesso e di età, per fare tutti insieme un altro piccolo tratto della lunga marcia della pace e della fraternità di cui il mondo ha bisogno.
La marcia per la pace Perugia-Assisi
A lanciare l’appello, nei giorni scorsi, è stato anche papa Francesco che ha pronunciato parole chiare: “Fermatevi! La guerra è una follia”.
Anche il folto gruppo di viterbesi ha percorso i 24 chilometri di marcia nel nome della non violenza. Camminatori di tutte le età, rappresentanti di associazioni, di istituzioni, e soprattutto tanti studenti.
Una partecipazione che vuole essere un segnale, un gesto simbolico, per vincere l’indifferenza e la rassegnazione. Un gesto condiviso sia fisicamente che spiritualmente con tante decine di migliaia di persone.
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