Viterbo – “Un patto con il Terzo settore per una progettazione universale. Una città per tutti, nessuno escluso. Un modello di governo per uniformare la politica sociale in città”. La candidata sindaca di Viterbo 2020 Chiara Frontini ha presentato il suo piano per il sociale in vista delle elezioni comunali del 12 giugno, e lo ha fatto questa mattina alle Terme dei papi in strada Bagni davanti a circa duecento persone del terzo settore cittadino.
Viterbo – Conferenza di Chiara Frontini (Viterbo 2020) sul sociale
“Siamo qui per ascoltarci e ascoltarvi su contenuti e linee guida – ha detto Frontini -. Per arrivare a un patto con il terzo settore”.
Dieci impegni in tutto. Cinque di metodo e 5 di contenuto.
“Sistematicità, pianificazione, concretezza, visone comune e spirito di squadra – ha sottolineato Frontini -. Dall’ascolto e dall’analisi dei problemi si definiscono gli obiettivi strategici e, in conseguenza di questi, le azioni specifiche per raggiungerli, che vengono pianificate nei dettagli. Essendo progetti strategici, devono essere condotti da una squadra coesa e compatta che, nei vari settori, agisce all’unisono”.
Viterbo – Conferenza di Chiara Frontini (Viterbo 2020) sul sociale
Gli impegni di metodo. Il primo. ‘Pogettazione permanente e piano di zona partecipato’. “Partecipazione del terzo settore alla realizzazione de piano di zona. Un piano di zona partecipato – ha spiegato la candidata di Viterbo 2020 – dove gli interventi saranno aggiornati e pianificati in stretta collaborazione con le realtà operanti sul territorio. L’obiettivo è rendere gli investimenti realmente rispondenti ai fabbisogni del territorio e dei destinatari”.
Secondo punto. ‘Il bilancio sociale’. “Va istituita – ha commentato Frontini – la buona prassi del bilancio sociale a cura dell’assessorato ai servizi sociali in collaborazione con l’assessorato alle risorse finanziarie da attuare nel primo anno di amministrazione”.
Viterbo – Conferenza di Chiara Frontini (Viterbo 2020) sul sociale
Dopodiché Frontini punta a un “governo cittadino attivatore di processi e non occupatore di spazi. Il rapporto diretto e snello con l’amministrazione comunale permetterà di attivare e facilitare i processi, tanto nella gestione che nello sviluppo di progetti di innovazione sociale. Il tutto creando reti, sinergie e occasioni di incontro tra realtà virtuose”.
Altro obiettivo, ‘la riforma della consulta del volontariato’. Il presidente della consulta, se là Frontini dovesse vincere, verrà eletto direttamente dalle associazioni di volontariato iscritte al registro comunale. Non più dal comune. Non solo, ma avrà un ruolo consultivo permanente nella co-progettazione del piano di zona.
L’ultimo aspetto del metodo riguarda invece il supporto per l’accesso ai fondi europei attraverso l’istituzione di un ufficio a disposizione degli Ets per l’accesso ai finanziamenti, anche in partenariato con l’amministrazione comunale.
Infine le priorità di contenuto, a partire dal ‘durante e dopo di noi’. “Puntiamo – ha detto Frontini – all’autonomia dell’abitare e a quella lavorativa. In quest’ultimo caso con la creazione di un brand di ‘Azienda inclusiva’ sostenuta dall’amministrazione comunale per le attività che attirano tirocini e inserimenti”.
C’è poi ‘Viterbo che non spreca’. “Vogliamo contrastare la povertà alimentare – ha sottolineato la candidata sindaca – riducendo gli sprechi nell’ottica dell’economia circolare. Il tutto realizzando una rete solidale circolare con il compito di creare sinergia tra tutti gli attori già coinvolti nelle attività di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari”.
Viterbo – Conferenza di Chiara Frontini (Viterbo 2020) sul sociale
Altra priorità di contenuto per Frontini sono ‘le dipendenze’. “Sos dipendenze – l’ha definito -. La finalità è quella di mettere in campo progetti rivolti alla collettività locale per prevenire e limitare i comportamenti criminali, devianti e antisociali, con azioni capaci di diffondersi a un target più esteso per sensibilizzare la popolazione su temi, ad esempio, come il consumo di sostanze psicoattive e il gioco d’azzardo”.
Gli ultimi due punti. ‘Intergenerazionalita e i centri per il benessere di quartiere’.
L’intergenerazionalita. “Spazi polivalenti attivi e invecchiamento attivo. Asilo nido comunale. Minori e affido eterofamiliare. Affido culturale. In quest’ultimo caso con la condivisione solidale di momenti culturali che consentirà di sostenere la formazione di bambine e bambini portandoli a teatro, a visitare un museo, a sentire un concerto, a fare passeggiate in città tra monumenti e natura”, ha specificato Frontini.
Infine i centri per il benessere di quartiere. “Vogliamo – ha concluso Frontini – una maggiore integrazione tra sociale e sanitario volta alla salvaguardia della salute e della qualità della vita della nostra comunità. Realizzeremo pertanto 3 centri sul territorio. Al Carmine, a Santa Barbara e a Grotte Santo Stefano, dove un équipe miltiprofessionale di Oss supporterà il benessere delle persone con prestazioni base e punto di ascolto”.
Daniele Camilli
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