Vasanello – (a.c.) – Una pietra d’inciampo per Sebastiano Pieri davanti al palazzo comunale. Così, nel giorno della festa della Liberazione, Vasanello ha voluto omaggiare il suo concittadino, ucciso in un lager nazista nel 1945 dopo aver aiutato i detenuti politici nel carcere di San Vittore di Milano.
La cerimonia, come detto, si è svolta il 25 aprile e ha visto la partecipazione del sindaco, Igino Vestri, dell’assessora alla Cultura Dominga Martines, dei consiglieri Lucio Filipponi e Michela Celestini, promotori della richiesta in consiglio comunale, della staffetta partigiana Luciana Romoli e dei parenti di Sebastiano Pieri.
Vasanello – La cerimonia della pietra d’inciampo per Sebastiano Pieri
Si tratta della seconda pietra d’inciampo per Sebastiano Pieri, dopo quella che gli è stata dedicata al carcere di San Vittorie di Milano, dove lavorava. Lì Pieri, nato a Vasanello nel 1898 e sposato con la concittadina Emiliana Maracci, prestava servizio come agente di custodia e iniziò ad aiutare i detenuti politici che si trovavano all’interno della struttura, trasportando i messaggi che arrivavano dai loro parenti nascosti nella fodera del berretto d’ordinanza.
Scoperto, Pieri fu arrestato nel marzo del 1944, poi deportato a Fossoli e al lager di Mauthausen, fino all’ultimo trasferimento a Gusen, dove venne ucciso il 19 gennaio 1945.
Vasanello – La cerimonia della pietra d’inciampo per Sebastiano Pieri
“Oggi, con quello che sta accadendo in Ucraina, le persone come Sebastiano ci direbbero che siamo stupidi e che 80 anni dopo il loro sacrificio non abbiamo ancora imparato nulla – ha detto il sindaco Igino Vestri -. Sono felice di poter unire la celebrazione del 25 aprile con quella di Sebastiano Pieri. Ringrazio i consiglieri Filipponi e Celestini che hanno inoltrato la richiesta per questa commemorazione”.
Secondo Dominga Martines, quella di Pieri è “una storia di grande coraggio e altruismo, che dev’essere raccontata nelle scuole di Vasanello e non solo. Oggi, con la pietra d’inciampo posta davanti alla sede del comune, il ricordo di Sebastiano Pieri rimarrà per sempre”.
Vasanello – La cerimonia della pietra d’inciampo per Sebastiano Pieri
La consigliera di minoranza Michela Celestini ha ricordato Pieri come “un uomo che ha scelto di non essere indifferente, di aiutare in maniera incondizionata donne e uomini che non conosceva, sapendo quello a cui andava incontro. A donne e uomini come lui dobbiamo promettere che faremo tutto il possibile perché la democrazia non sia più scalfito”.
Poi la lettura del messaggio di Liliana Segre. “Sono al fianco dei cittadini di Vasanello nel giorno del giusto omaggio alla memoria di Sebastiano Pieri – ha scritto la senatrice a vita -. Nei tempi in cui la barbarie nazifascista scaraventava milioni di persone nei campi di sterminio, solo in pochi seppero vincere l’indifferenza e assumersi le proprie responsabilità a rischio della vita. Io sono stata nel carcere di San Vittore, dove lavorava Sebastiano Pieri, per alcuni mesi, prima di essere scaraventata insieme a mio padre in un vagone piombato diretto al campo di sterminio di Auschwitz”.
“Ciò di cui più di tutto soffrimmo noi deportati fu l’indifferenza della gente, di quelli che facevano finta di non capire e si voltavano dall’altra parte – continuava il messaggio di Segre -. Ma Sebastiano Pieri non fu indifferente, mostrò un coraggio eccezionale e pagò con la vita. Mi auguro che la cerimonia della pietra d’inciampo in suo onore sia un successo e che questo sia da monito a tutti noi”.
Dalla staffetta partigiana Luciana Romoli, invece, un ricordo della Resistenza. “E’ stata una lotta di popolo – ha detto – Uomini, donne, giovani e vecchi, persone che avevano idee politiche e religiose diverse. Tutti insieme ci siamo organizzati, abbiamo creato una rete clandestina e solidale che ci ha permesso di combattere il fascismo, che ci aveva trascinato in una guerra ingiusta. Benché anziana, io sento il dovere di continuare a tenere vivi i valori di quella lotta, trasmettendoli ai giovani. Abbiamo imparato che il fascismo va combattuto sempre, perché quello che abbiamo vissuto noi sia da fondamento per il presente e il futuro”.
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