Viterbo – Un concentrato di fantasia, saper fare, manualità. “Forme e colori nella terra di Tuscia” fa 15 e torna in presenza dopo il tasloco forzato online degli anni scorsi, causa pandemia. Uno stop che pare aver risvegliato gli artigiani, che hanno realizzato piccoli e grandi gioielli: veri e propri, come quelli degli orafi, ma anche in legno, ferro, tessuto, vetro, cuoio, decoro, ceramica, in tutte le loro forme e colori, fino alle foto. E compresi i lavori degli istituti d’arte del Lazio.
La mostra concorso di artigianato artistico organizzata da Cna artistico e tradizionale è stata inaugurata stamattina nei locali del centro culturale di valle Faul, dove resterà aperta al pubblico fino al 15 maggio, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Tante le autorità presenti: insieme alla segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia Luigia Melaragni e al presidente Alessio Gismondi anche l’assessora regionale Alessandra Troncarelli, il presidente della Camera di commercio Domenico Merlani, il segretario Francesco Monzillo, il presidente della Fondazione Carivit Marco Lazzari, il segretario generale Emanuel Fulvi, il comandante della compagnia di Viterbo dei carabinieri, Felice Bucalo. E vari altri livelli di Cna: il presidente regionale Lorenzo Tagliavanti, il presidente nazionale di Cna artistico e tradizionale Gabriele Rotini, quello provinciale Cinzia Chiulli.
Prima del taglio del nastro, Melaragni ha salutato e ringraziato tutti i presenti, ricordando che “siamo alla quindicesima edizione della mostra concorso, cui partecipano anche gli istituti d’arte e 35 imprese del Lazio”. Lazzari ha ricordato le edizioni della pandemia, “con quelle nuvole che andavano in giro per viterbo e davano l’opportunità di entrare e far scopruire virtualmente i laboratori. Ma tornare in presenza è importante per il contatto, si possono vedere e in alcuni casi toccare le opere, scambiare impressioni e suggestioni, capire le idee. Con 15 edizioni l’’iniiziativa ha la sua importanza nel territorio”.
Ancora da casa Cna, stavolta parola al presidente Gismondi. “Siamo i fautori di quella bellezza che parte dalle botteghe del 500 e arriva fino a oggi e garantisce anche il turismo – ha spiegato – perché chi arriva ammira cosa siamo in grado di fare. Il Giappone ha fatto diventare l’artigianato una conquista sociale, noi stiamo un po’ perdendo i ricambi generazionali, che ci permetterebbero di fare ancora molto. Ma di bellezza in Italia si vive”.
Chiulli ha invece posto l’accento sul ritorno in presenza dell’evento. “Nei momenti difficili come questo diamo il meglio di noi, le persone cantano e disegnano, è nel nostro dna. La forma del pensiero, che caratterizza questa edizione, l’ho trovata incredibilmente bella e poetica, perché quando realizziamo un’opera ce l’abbiamo prima in testa. L’arte porta gioia e bellezza, allora contaminiamoci del bello e godiamoci la mostra”.
La regione Lazio è di nuovo al fianco della Cna per l’iniziativa, come ha ricordato l’assessora Troncarelli. “Per arrivare a meta bisogna elaborare, anche mediante risorse finanziarie, e puntare sulla concertazione, che è fondamentale. Grazie alla Cna e al liceo artistico Orioli, è una nota di colore importante perché con la presenza degli studenti c’è anche uno scambio intergenerazionale”.
Il bello, qualità apprezzata da Merlani, come un artigiano che lavora con le proprie mani, che considera “una forma figlia di qualità ed eccellenza personale. A volte – ha commentato il presidente della Camera di commercio – vediamo gli oggetti finiti e non ci rendiamo conto di cosa c’è dietro. Quindi complimenti a tutti”.
L’ultima parola a Rotini, che ha ricordato come l’artigianato artistico sia una risorsa importante, “con le sue 71 mila imprese. Siamo terzi al mondo per l’export di gioielli, ce la battiamo bene. Questo non è dunque un settore residuale, ma determinante per turismo e ricchezza del territorio”.
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