Viterbo – “Una commissione per la programmazione di tempi e modi per la semplificazione delle procedure amministrative. Una volta insediato il nuovo sindaco”. A chiederlo sono Ance e gli ordini professionali che oggi pomeriggio hanno incontrato i candidati sindaco all’auditorium di Unindustria a valle Faul in vista delle elezioni comunali viterbesi del 12 giugno.
Ad organizzare l’appuntamento, l’Ance e gli ordini degli architetti, degli ingegneri e dei geometri. Per l’Ance, il presidente Andrea Belli, per gli ingegneri, la presidente Ilaria Bocci, per gli architetti il presidente Giorgio Saraconi e il presidente dell’ordine dei geometri Gianluca Fociani.
“Bisogna parlare del futuro, basta con il passato – ha detto Andrea Belli -. Le nostre priorità sono la legge rigenerazione urbana e il regolamento edilizio. Dobbiamo pianificare lo sviluppo futuro della città. E lo vogliamo fare insieme all’amministrazione nel rispetto dei ruoli”.
In sala ci sono i candidati Laura Allegrini, Marco Cardona, Luisa Ciambella, Carlo D’Ubaldo, Chiara Frontini, Alessandra Troncarelli e Claudio Ubertini. Manca solo Giovanni Scuderi. Nell’auditorium ci sono anche i candidati del Pd, Alvaro Ricci, e di Viterbo sul serio, Giacomo Barelli.
“Come professioni tecniche – ha detto Ilaria Bocci – vogliamo stabilire un rapporto continuativo con la pubblica amministrazione per fare scelte di sviluppo condivise e recuperare insieme il tempo perduto. Il comune deve diventare la sede di un confronto aperto”.
Le prime risposte, in ordine alfabetico, arrivano da Allegrini, Cardona e Ciambella.
Allegrini. “Bisogna calendarizzare la progettazione del Pnrr in vista del 2023. E sono certa che dovremmo affidarci agli ordini professionali per dare tutto quello che serve”
Cardona. “Bisogna costruire insieme la Viterbo ddomani. E per farlo bisogna distinguere tra urbanistica ed edilizia. Serve uno staff che lavori sulle aree urbane e un ufficio per le piccole richieste giornaliere di edilizia”.
Ciambella. “Prima ancora di dare giudizi, anche sul personale che abbiamo, tutti vanno motivati a partire dalla riorganizzazione degli uffici”.
“Da parte nostra – ha sottolineato Giorgio Saracino nel suo intervento – mettiamo a disposizione le nostre competenze per stare al fianco dei comuni nell’attività urbanistica e dei lavori pubblici. Perché servono scelte strategiche per flussi strategici unici, come il Pnrr. Un’occasione che non va sprecata”.
Frontini. “L’incontro di oggi evidenzia che l’emergenza della città non è soltanto percepita ma molto sentita. Un grido reale. Nel nostro patto civico abbiamo messo il lavoro al centro dello sviluppo economico della città, facendo in modo che l’amministrazione possa diventare un moltiplicatore di sviluppo”.
Troncarelli. “Offrire, pianificare, programmazione e applicazione concreta delle proposte. Queste sono le parole chiave. Lo snellimento della burocrazia presuppone che ci siano competenze e che si sappia cosa sia la macchina amministrativa. Serve anche una squadra che abbia un obbiettivo condiviso da concertare con gli attori in campo. Se a vincere saremo noi, il tavolo che propongono gli ordini non sarà soltanto consultivo e di concertazione, ma anche propositivo”.
“Il comune di viterbo è un volano per l’intera provincia – ha evidenziato Gianluca Fociani – I servizi per i tecnici sono servizi per i cittadini. Dietro di noi ci sono persone che fanno investimenti. Aspettare mesi a volte può essere veramente tragico”.
“L’accesso agli atti, durante la pandemia ha creato un enorme problema ai cittadini. Avevamo già chiesto di scannerizzare gli atti amministrativi. Una proposta che rilanciamo con la possibilità di accedervi con una semplice password”.
“Si possono anche utilizzare i ragazzi degli istituti tecnici per geometri – ha aggiunto Fociani – per sistemare gli archivi della pubblica amministrazione tramite l’alternanza scuola lavoro”.
Infine Ubertini e D’Ubaldo.
Ubertini. “È facile dire di dividere l’edilizia dall’urbanistica, poi servono le persone. Il compito della prossima amministrazione dovrà anche essere quello di assiemere persone e stabilire dei rapporti con i professionisti”.
D’Ubaldo. “Ho sentito cose sconcertanti da chi si candida a guidare la città. Il modello di sviluppo e di regolazione sociale e urbana di questa città è stato sbagliato. Serviva un altro tipo di sviluppo. Ed è questo lo sforzo che dobbiamo fare: pensare un nuovo modello di sviluppo. Il tutto attraverso un nuovo piano regolatore”.
Daniele Camilli
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