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Roma - L'appello del Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani in occasione del primo maggio

“Festa dei lavoratori, il governo tenga in considerazione la professione degli insegnanti”

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Roma – Riceviamo e pubblichiamo – In occasione della festa del lavoro, anche quest’anno, è importante soffermarci sulle condizioni di vita e lavorative in cui versano i docenti della scuola, precari e non.


I banchi di una scuola

I banchi di una scuola


Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani fa appello al governo e al ministro dell’Istruzione, affinché si tenga in giusta considerazione la professionalità degli insegnanti e il ruolo sociale che svolgono quotidianamente recandosi in un’aula scolastica.

Attualmente non si possono ignorare gli aumenti dell’inflazione e del costo della vita; in particolare nelle grandi metropoli del centro nord. Con gli attuali stipendi un docente non riesce a mantenere un livello di vita soddisfacente e sereno.

La declassazione che riguarda la categoria degli educatori affonda le sue radici anche in una retribuzione che, a differenza di quanto superficialmente sembrerebbe, non consente una vita dignitosa a chi fosse monoreddito e non proprietario di casa.

L’immaginario collettivo, molto alimentato dai media, restituisce un’immagine falsata dell’insegnante, oscillante tra il missionario asceta che deve sacrificarsi in funzione di un ideale nobile e il fannullone psicolabile da sottoporre a test di tutti i tipi per vagliarne l’attitudine e la “vocazione”.

L’aggiornamento è un imperativo; le dinamiche relazionali in classe diventano sempre più complesse e dai pulpiti più o meno prezzolati si sente il bisogno di esternare senza cognizione di causa sul mondo della scuola: ne parla tanto chi non è mai stato in un’aula scolastica e propone spesso disamine deliranti o soluzioni meramente teoriche.

Tanti soldi per guadagnare una cattedra e stipendi non adeguati alle spese profuse, soprattutto per chi non abita in un centro universitario.

Chiediamo che si apra una fase di consultazione per i lavoratori della conoscenza al fine di realizzare una vera riforma che coinvolga finalmente i principali attori della formazione.

Rivolgiamo un pensiero commosso agli studenti deceduti durante il Pcto.

Buona Festa dei lavoratori!

Romano Pesavento
Presidente Cnddu


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1 maggio, 2022

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